L’Ufficio Linea Mobile del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) interviene in merito alle dinamiche operative che hanno interessato il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico a Bologna in occasione della manifestazione legata allo sciopero indetto dai sindacati lo scorso 30 ottobre. Con questo intervento, intendiamo porre l’accento sulla necessità di coniugare sempre le priorità della sicurezza pubblica con la tutela della salute, della dignità e della sicurezza sul lavoro delle donne e degli uomini in divisa, stimolando una riflessione costruttiva affinché le criticità evidenziate possano trovare soluzioni gestionali future.
La professionalità, lo spirito di sacrificio e la totale dedizione dei Carabinieri impiegati nei servizi d’ordine pubblico non sono mai stati in discussione. Il personale della Linea Mobile sa cosa significa stringere i denti, affrontare turni gravosi e rimanere in campo per ore senza tirarsi mai indietro. Tuttavia, chi indossa la divisa e garantisce la sicurezza nelle piazze ha diritto al rispetto delle basilari tutele previste in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Ripercorrendo la complessa giornata di servizio vissuta il 30 ottobre dalle due squadre del 4° Battaglione Carabinieri “Veneto”, partite di prima mattina dalla sede di Mestre alle ore 06:00, emergono aspetti che meritano un’attenta analisi. Giunti a Bologna alle ore 08:00, in concomitanza con l’avvio della manifestazione, il personale – insieme ai colleghi della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza – è stato dislocato presso l’area aeroportuale, rimanendo in attesa statica come risorsa di riserva fino alle ore 13:30, per poi essere trasferito sul tratto autostradale della A14 per la gestione del blocco.
È evidente come la forte prudenza strategica e la ferrea volontà di mantenere il dispositivo interamente pronto a intervenire abbiano finito per calpestare la logistica più elementare. La priorità assoluta data alla prontezza operativa ha fatto sì che non si riuscisse a prevedere una minima flessibilità, come una rotazione a squadre o l’attivazione di convenzioni sul territorio, per consentire il consumo del pasto in un orario umano. Il risultato lo abbiamo visto tutti sul campo: i colleghi delle due squadre del Battaglione Veneto hanno potuto consumare il pranzo completo soltanto alle ore 18:00, dopo circa dodici ore dalla partenza. A questo si aggiunge la fase di rientro a Mestre, con termine del servizio alle ore 21:40 dopo oltre quindici ore e mezza continuative.
Come NSC Ufficio Linea Mobile, non possiamo esimerci dall’evidenziare quanto tutto ciò si rifletta pesantemente sul piano della salute e del benessere psicofisico (D.Lgs. 81/2008). Lasciare il personale senza ristoro per ore, posticipando il pasto a fine pomeriggio, significa dimenticare che la sicurezza dei cittadini passa prima di tutto dalla salute e dall’efficienza di chi quella sicurezza la difende.
Infine, sul piano amministrativo e contabile, è evidente che un pranzo consumato alle ore 18:00 non può in alcun modo azzerare o sostituire il diritto alla cena per chi ha concluso il servizio alle ore 21:40. Per questo auspichiamo e confidiamo che l’Amministrazione riconosca e rilasci tempestivamente il previsto buono pasto per il secondo servizio di vitto spettante.
Senza voler puntare il dito contro nessuno o muovere accuse preventive, come NSC Ufficio Linea Mobile solleviamo queste questioni affinché servano da lezione per il futuro. Servono programmazione e rispetto: perché la massima efficacia nei servizi di ordine pubblico si ottiene blindando le piazze, ma soprattutto rispettando e tutelando chi in quelle piazze ci mette la faccia, la dignità e la salute.
Mestre / Bologna, 31 ottobre 2026
NSC – Ufficio Linea Mobile
Nuovo Sindacato Carabinieri