Rinnovo contrattuale e tutela del personale: lo stato di mobilitazione
A seguito del rigetto dell’Ipotesi di Accordo per il rinnovo contrattuale 2025–2027 e del verbale sulle tutele previdenziali, il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) ha proclamato ufficialmente lo stato di mobilitazione per tutta la propria rete di dirigenti sul territorio.
Un’azione determinata che si inserisce nel solco tracciato dal Patto per la Sicurezza e la Difesa del Cittadino, la sinergia d’intenti nata tra cinque sigle rappresentative delle Forze Armate e di Polizia ad ordinamento militare (NSC, USAMI, SINAFI, ITAMIL e SILMM). Un’unione che ha già visto una straordinaria risposta di piazza con la manifestazione del 18 luglio a Roma: non un punto d’arrivo, ma la prima pietra di un progetto unitario, concreto e di lungo periodo per far valere i diritti del personale di fronte al Governo e alle Amministrazioni.
Le ragioni del rigetto dell'Accordo e della mobilitazione NSC
NSC ha formalmente trasmesso al Governo e alla Funzione Pubblica la memoria analitica di rigetto (ex Art. 7 D.Lgs. 195/95). La posizione nasce dall’analisi critica di un contratto ritenuto insufficiente e penalizzante sotto molteplici aspetti:
- Risorse economiche ed inflazione: Gli aumenti tabellari previsti coprono solo una minima parte della reale svalutazione monetaria, impoverendo gli stipendi dei ruoli di base e intermedi.
- Mancanza di tutela per la linea operativa: L’ipotesi d’accordo sottovaluta il lavoro straordinario e non introduce tutele fondamentali, come l’Indennità di Linea Operativa per il pronto intervento o sostegni concreti contro il carovita e il disagio abitativo.
- Incertezza previdenziale: I verbali di impegno proposti appaiono privi di coperture finanziarie certe. NSC richiede l’introduzione dell’Anzianità Operativa Progressiva e dello Scudo Attuariale per evitare forti penalizzazioni al momento del collocamento in quiescenza a 60 anni.
- Riforma parametrica e FESI: È necessaria una reale Job Evaluation con la separazione netta tra lo stipendio fisso e la produttività accessoria.
La forza del Patto e la mobilitazione sul territorio
L’alleanza strategica del Patto permette di unire oltre 20.000 iscritti in un fronte compatto, superando le frammentazioni del passato per presentare dossier tecnici capaci di smentire le narrazioni edulcorate sulle condizioni del personale.
All’interno di questo percorso unitario, NSC ha attivato la propria struttura per la FASE 2 della mobilitazione, dando disposizione ai propri dirigenti locali di avviare azioni capillari nei Reparti e nelle Stazioni:
- Assemblee e riunioni informative: Incontri diretti con i colleghi per illustrare la reale situazione contrattuale e previdenziale.
- Divulgazione documentale: Diffusione di dati, schede tecniche e delle memorie analitiche inviate alle Istituzioni.
- Sensibilizzazione pubblica e territoriale: Interlocuzione attiva con la stampa e le autorità locali per dare voce al disagio della categoria.
Documenti e approfondimenti
Scarica, consulta e condividi il testo completo del documento di rigetto depositato alla Funzione Pubblica:
Leggi il comunicato di annuncio della mobilitazione e condividilo con i colleghi:
FOCUS: il significato della mobilitazione sindacale
In ambito sindacale, la mobilitazione è l’attivazione coordinata, sistematica e continuativa dell’organizzazione e dei suoi rappresentanti per sostenere una grande battaglia o vertenza collettiva.
A differenza del singolo atto di protesta (come può essere una singola manifestazione o uno sciopero), la mobilitazione è un percorso dinamico di lungo periodo che si sviluppa attraverso diverse azioni:
- Informazione e Consapevolezza: Coinvolgimento capillare della base e dei lavoratori nei luoghi di lavoro (tramite assemblee, riunioni, diffusione di dossier e schede tecniche) per spiegare le ragioni della protesta.
- Pressione Istituzionale e Politica: Interlocuzione serrata con il Governo, le Amministrazioni, le forze politiche e le autorità territoriali, supportata da dati e documenti analitici.
- Sensibilizzazione dell’Opinione Pubblica: Presenza sui media, sulla stampa e sui canali di comunicazione per rompere il silenzio sulle criticità della categoria e raccogliere consenso sociale.
- Azione sul Territorio: Coinvolgimento attivo della rete dei dirigenti locali per mantenere alta la tensione sindacale, con iniziative diffuse e graduali (le cosiddette “fasi” della mobilitazione).
In sintesi, mobilitarsi significa passare dall’indignazione passiva all’azione organizzata, trasformando il malcontento della categoria in una forza d’impatto unitaria e riconosciuta ai tavoli decisionali.