Il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) richiama l’attenzione del Comando Generale dell’Arma su una situazione che sta penalizzando numerosi Carabinieri Forestali, risultati vincitori dell’ultimo Ge.TRA ma ancora in attesa di raggiungere la nuova sede di servizio.
Per i Nuclei Forestali con tre unità, il trasferimento è subordinato all’arrivo di personale in sostituzione. Tuttavia, nonostante i nuovi Carabinieri siano stati assegnati ormai da alcuni mesi, i vincitori non sono stati ancora trasferiti.
Sembrerebbe, infatti, che si voglia attendere il completamento del corso di specializzazione forestale dei nuovi assegnati, che, secondo le informazioni circolanti, sarebbe programmato addirittura per novembre 2027.
Una situazione difficilmente comprensibile, considerando che in passato i neo Carabinieri concorrevano alla sostituzione anche senza specializzazione e che, tuttora, vengono regolarmente impiegati nei servizi ordinari dei Nuclei Forestali.
Se possono svolgere servizio, perché non possono consentire il trasferimento dei colleghi che hanno già ottenuto una nuova destinazione? A complicare ulteriormente la situazione è l’assenza del Mini-Ge.TRA, che rende il Ge.TRA ordinario, di fatto, l’unica possibilità di trasferimento attraverso le procedure ordinarie per il personale Forestale.
NSC aveva già presentato le proprie proposte
Già il 10 giugno 2026, nell’ambito del Tavolo Tecnico con il Comando Generale, NSC aveva formalmente presentato una piattaforma per superare le criticità della mobilità Forestale, chiedendo:
- Vincolo delle tre unità: consentire a tutti gli aventi diritto di partecipare al Ge.TRA, prevedendo eventualmente la sostituzione prima del trasferimento.
- Graduatorie: evitare che i vincoli di un singolo militare blocchino gli altri trasferimenti.
- Meteomont: limitare a cinque anni i vincoli di mobilità legati alla specializzazione.
- Trasparenza: pubblicare le carenze organiche e includere le sedi prive di alloggi di servizio.
- Mini-Ge.TRA regionale: introdurre trasferimenti semplificati tra reparti forestali della stessa regione.
Proposte concrete, già sottoposte al Comando Generale, che dimostrano come NSC abbia da tempo individuato le criticità e indicato possibili soluzioni.
Dietro ogni trasferimento ci sono persone e famiglie, non possiamo accettare che militari che hanno rispettato le procedure e ottenuto legittimamente il trasferimento rimangano nell’incertezza, senza conoscere quando potranno raggiungere le proprie famiglie, i figli o i genitori anziani da assistere.
Decisioni che non sembrano trovare un chiaro fondamento regolamentare rischiano di trasformare un trasferimento già ottenuto in un’attesa indefinita.
“Chiedo a chi ha la responsabilità di queste scelte di mettersi una mano sulla coscienza, di non comportarsi da mero burocrate, ma da vero Comandante, capace di comprendere le esigenze umane dietro ogni pratica amministrativa.“
NSC chiede al Comando Generale chiarezza sulle ragioni dei ritardi, sulle eventuali disposizioni che li giustificano e sui tempi effettivi dei trasferimenti, oltre a un concreto esame delle proposte già presentate.
Non chiediamo privilegi, ma rispetto delle regole, trasparenza e attenzione verso il personale.
Saremo pure militari, ma prima di tutto siamo esseri umani.
Il Presidente del Nuovo Sindacato Carabinieri