Giungono incessanti e drammatiche alla Segreteria Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) le segnalazioni dei colleghi provenienti da tutte le province della Puglia. La situazione sul territorio ha raggiunto livelli di insostenibilità non più tollerabili.
Alla morsa del caro carburante, che ormai attanaglia l’intero Paese ed erode stipendi già inadeguati, si sono aggiunti gli scioperi e le manifestazioni in corso nella regione legate alla vertenza ILVA e al comparto agricolo. I blocchi stradali e le proteste stanno paralizzando la viabilità e impedendo il regolare approvvigionamento degli impianti di distribuzione, lasciando i distributori completamente a secco.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: centinaia di Carabinieri hanno i propri mezzi privati a secco e si trovano nell’impossibilità materiale di raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro e i comandi di appartenenza per assicurare i turni di servizio.
Se questi carabinieri avessero potuto permettersi di fare regolarmente il pieno alle proprie autovetture, un paio di giorni di disagi e manifestazioni — nate peraltro dalle giuste e comprensibili esigenze di cittadini e lavoratori — non avrebbero rappresentato un problema insormontabile. La realtà, purtroppo, è un’altra: da tempo denunciamo come la crisi socio-economica costringa i colleghi a centellinare anche le singole gocce di carburante per arrivare a fine mese. Ricordiamo a chi di dovere che un carabiniere mono-reddito è oggi a tutti gli effetti una figura sociale fragile, che rientra nelle fasce di reddito necessitanti dei sussidi statali per famiglie disagiate, come la “Carta Dedicata a Te” .
Il nostro allarme, lanciato a più riprese ai tavoli contrattuali e culminato con la manifestazione del 18 luglio scorso a Roma nel nostro “Grido di Dignità”, è rimasto colpevolmente inascoltato. Oggi vediamo sul campo le dirette conseguenze di questa sorda indifferenza: al primo reale disagio del territorio, le donne e gli uomini dell’Arma sono costretti ad alzare bandiera bianca non per mancanza di senso del dovere, ma per impossibilità logistica ed economica.
Ci chiediamo e chiediamo alle Istituzioni: adesso chi garantirà l’ordine e la sicurezza pubblica in quei territori se i Carabinieri non possono raggiungere il posto di lavoro?
Il Nuovo Sindacato Carabinieri chiede la convocazione immediata di un tavolo urgente di confronto con i vertici dell’Arma e con le autorità governative preposte, al fine di adottare misure straordinarie ed emergenziali ad hoc — analogamente a quanto avvenne durante l’emergenza COVID — per consentire al personale di adempiere ai propri doveri di servizio senza finire stritolato da una crisi economica e logistica non più sostenibile.
16 ottobre 2026
La Segreteria Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC)