Cari colleghi, care colleghe e soprattutto cari Dirigenti della rete territoriale del Nuovo Sindacato Carabinieri,
a conclusione della straordinaria mobilitazione svoltasi a Roma il 18 luglio e a seguito della chiusura delle trattative negoziali del 15 luglio, ho inteso compiere un atto procedurale di fondamentale importanza istituzionale. In qualità di Segretario Generale Vicario di questa Organizzazione Sindacale, ho curato e trasmesso ufficialmente al Dipartimento della Funzione Pubblica — ed a tutti i Ministeri competenti — la nostra memoria analitica di rigetto dell’Ipotesi di Accordo per il triennio 2025–2027 e del relativo Verbale d’Impegno governativo sulla previdenza.
Abbiamo esercitato con estremo rigore la facoltà prevista dall’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 195 del 1995, che concede alle Associazioni Sindacali il termine tassativo di 5 giorni dalla conclusione delle trattative per consegnare agli atti dell’Esecutivo le proprie formali osservazioni. Con questo documento abbiamo cristallizzato la posizione di NSC, rendendo trasparenti e trasmesse agli atti dello Stato le ragioni irrinunciabili del nostro d’accordo mancatat firma.
LA FORZA DELLA NOSTRA SQUADRA E IL RUOLO DEL PATTO PER LA SICUREZZA E LA DIFESA
Desidero rivolgere un plauso ed un ringraziamento sentito a tutta la nostra classe dirigente: ai Segretari Regionali, Provinciali, di Sezione ed a ciascun dirigente locale che, in ogni regione d’Italia, lavora quotidianamente con coraggio, competenza e spirito di servizio al fianco dei colleghi. I nostri quadri sindacali rappresentano l’ossatura viva di NSC, una risorsa straordinaria capace di trasformare il disagio dei territori in proposta politica e tutela reale.
È grazie a questa determinazione che il Nuovo Sindacato Carabinieri, ponendosi come forza propulsiva e coerente insieme alle altre Sigle del Patto per la Sicurezza e la Difesa — USAMI, SINAFI, ITAMIL e SILMM —, ha rappresentato l’unico vero blocco sindacale capace di rifiutare compromessi al ribasso e di avviare formalmente le procedure di mobilitazione del Comparto. Siamo orgogliosi di far parte di questo fronte unitario e compatto che non si piega a ratifiche di facciata, ma pretende dignità e rispetto per gli operatori della sicurezza.
LE RIVENDICAZIONI PRESENTATE ALLA FUNZIONE PUBBLICA
Nel testo consegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri abbiamo inteso premettere, con la consueta onestà intellettuale, il riconoscimento verso gli sforzi attuati da questo Esecutivo, come l’approvazione del Decreto Sicurezza e la volontà di chiudere la partita contrattuale entro la sua vigenza. Tuttavia, abbiamo ribadito che le risorse ed i contenuti dell’accordo rimangono del tutto insufficienti ad affrontare l’emergenza economica, legale e previdenziale del personale.
Abbiamo inoltre preteso una chiara svolta nelle relazioni sindacali: il Governo deve garantire una pari ed effettiva considerazione a tutte le APCSM ed aprire un confronto trasparente e democratico con i rappresentanti dei lavoratori, superando la prassi di interloquire in modo esclusivo con i soli Vertici Militari. Ai Vertici spetta la gestione organizzativa e strategica; al Sindacato spetta la tutela dei diritti, della salute e del reddito dei carabinieri.
Nella Nota inviata al Dipartimento della Funzione Pubblica abbiamo sintetizzato le ragioni del nostro rigetto:
- Il pesante gap retributivo: gli aumenti tabellari proposti coprono soltanto una quota minima dell’inflazione cumulata negli anni passati, determinando un depauperamento reale degli stipendi netti del personale dei ruoli di base e intermedi;
- L’abbandono della linea operativa e il carovita: la persistente sottovalutazione del lavoro straordinario, la mancata istituzione dell’Indennità di Linea Operativa per chi garantisce il pronto intervento sul territorio e la totale assenza di sostegni economici per il disagio abitativo nelle grandi sedi metropolitane;
- Il nodo previdenziale e lo scudo sui 60 anni: il rigetto dei Verbali d’Impegno privi di coperture finanziarie certe, a fronte della necessità di introdurre l’Anzianità Operativa Progressiva e lo Scudo Attuariale per neutralizzare il danno economico derivante dal congedo d’ufficio per limiti di età;
- La riforma parametrica: l’esigenza di una vera Job Evaluation che valorizzi le reali responsabilità e competenze, unita alla rigida separazione tra retribuzione fissa e fondi per la produttività accessoria o FESI.
COMUNICAZIONE UFFICIALE AI DIRIGENTI LOCALI: PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI MOBILITAZIONE
Sulla base di queste premesse, comunico formale disposizione a tutta la rete dei Dirigenti Locali, Regionali e Provinciali NSC sull’intero territorio nazionale: a partire da oggi è proclamato e confermato lo stato di mobilitazione della categoria.
Chiedo a ciascun dirigente di farsi carico in prima persona di questa fase, attivando immediatamente tutte le leve dell’azione sindacale consentite dalla legge:
- Convocazione di assemblee e riunioni informative: organizzare momenti di confronto con il personale nei Reparti e nelle Stazioni per spiegare nei dettagli le motivazioni del nostro no all’accordo e i rischi del vuoto previdenziale;
- Campagna di informazione capillare: diffondere tra tutti i colleghi il documento ufficiale inviato alla Funzione Pubblica, illustrando le proposte concrete presentate da NSC e dal Patto per la Sicurezza e la Difesa;
- Sensibilizzazione delle Istituzioni locali: mantenere alta la pressione politica sul territorio, interloquendo con le realtà locali e con la stampa per far comprendere alla cittadinanza le condizioni in cui operano i garanti della loro sicurezza.
Lo stato di mobilitazione rappresenta la nostra risposta democratica, compatta e responsabile per fare in modo che le rivendicazioni sulla dignità economica e previdenziale dei Carabinieri diventino una priorità assoluta dell’agenda politica di Governo.
Invito tutti i dirigenti sindacali e gli iscritti a scaricare, leggere e condividere il documento integrale depositato alla Funzione Pubblica, consultabile dal link sottostante.
La nostra battaglia continua, unita e senza esitazioni.
CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOCUMENTO INTEGRALE TRASMESSO AL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
Michele Capece, Segretario Generale Vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri