Plauso ai colleghi per la brillante operazione e riflessioni sulle condizioni di lavoro e previdenziali
La Segreteria Regionale Campania del Nuovo Sindacato Carabinieri esprime il più profondo plauso e riconoscimento ai colleghi della Sezione Radiomobile della Compagnia di Torre del Greco. Nel cuore della notte del 2 Settembre, proprio per le strade di Torre del Greco, i militari hanno sventato un grave reato, affrontando un inseguimento ad altissimo rischio. I malviventi, pur di garantirsi la fuga, hanno condotto un furgone che trasportava un motociclo da poco rubato nella stessa Torre del Greco a folle velocità e contromano per gran parte del tragitto cittadino, diffondendo letteralmente il panico con le loro manovre spericolate e mettendo in gravissimo pericolo l’incolumità pubblica e quella dei militari stessi, per poi tentare una precipitosa fuga a piedi prima di essere definitivamente bloccati e assicurati alla giustizia.
Questa brillante operazione evidenzia l’altissimo livello di professionalità, il coraggio e la dedizione delle donne e degli uomini dell’Arma. Tuttavia, come Sindacato, non possiamo limitarci alle sole congratulazioni. Questo evento ci impone di accendere i riflettori sulle gravi criticità in cui i Carabinieri sono costretti a operare quotidianamente:Isolamento sul territorio:
Nelle compagnie esterne e nei territori periferici rispetto alle grandi metropoli, i nostri operatori si ritrovano quasi sempre a intervenire da soli. Dover fronteggiare situazioni ad altissimo rischio operativo – come un inseguimento con soggetti disposti a tutto – senza il supporto immediato di altri equipaggi o di altre Forze dell’Ordine, è una condizione inaccettabile che moltiplica i pericoli per la vita dei colleghi.
Mancanza di dignità economica: A fronte di interventi in cui i militari subiscono le peggiori azioni contro la propria persona pur di difendere lo Stato e i cittadini, non vi è il riconoscimento di uno stipendio che sia realmente proporzionato e dignitoso rispetto ai costanti rischi affrontati.
Un futuro di povertà: È moralmente inaccettabile che, stando all’attuale impianto normativo, questi servitori dello Stato, dopo 40 anni di sacrifici, turni massacranti e pericoli, si ritroveranno con una pensione pari a circa il 60% dell’ultimo stipendio. Chi dedica la propria vita alla sicurezza del Paese, rischiando di non tornare a casa, non può essere condannato dallo stesso Stato a una vecchiaia di povertà.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri continuerà a battersi fermamente affinché il coraggio e l’abnegazione dimostrati in strada vengano ripagati non solo con formali pacche sulle spalle, ma con tutele operative reali, rinforzi agli organici e, soprattutto, una vera dignità economica e pensionistica.
La Segreteria Regionale Campania, del Nuovo Sindacato Carabinieri