Continua ad allarmare la persistente situazione di instabilità che sta travolgendo gli Ufficiali in attesa di trasferimento. L’incidenza maggiore che emerge da questa ultima manovra risiede in una grave sperequazione procedurale: mentre sono state celermente formulate le proposte di destinazione per i frequentatori dei corsi in uscita dagli istituti addestrativi, gli Ufficiali già impiegati sul territorio, tra i quali i quelli designati a ricoprire il gravoso incarico di Comandanti di Compagnia, con consorti e figli radicati nelle realtà locali, si trovano ancora nell’assoluta incertezza. A questi ultimi, pur avendo già ricevuto proposte per sedi alternative al termine del biennio d’impiego, non è dato sapere dove dovranno destinare i propri nuclei familiari, e questo a fronte di un calendario che ci vede già ad agosto, con l’inizio dell’anno scolastico e la pianificazione familiare ormai alle porte.
L’operato dell’Ufficio Personale Ufficiali continua a palesare un’evidente incoerenza, ponendosi in palese contrasto con quel principio di tutela della famiglia che l’Arma ha sempre ostentato come valore fondante, ma che in questo modo assume le mere vesti di una svalutazione concettuale della parola stessa.
Non va inoltre trascurato il gravoso aspetto economico: affrontare la riorganizzazione di un nucleo familiare senza adeguati tempi di preavviso comporta un danno finanziario ingiustificato ed evitabile per il personale.Tutto questo genera inevitabilmente frustrazione ed esasperazione in chi è fisiologicamente deputato alla garanzia del benessere dei propri collaboratori, alimentando un sistema inevitabilmente viziato dal malcontento.
L’unica via d’uscita rimane la ferma denuncia di questi meccanismi, che creano un ambiente privo di trasparenza in spregio non solo al principio di buon andamento sancito dall’articolo 97 della nostra Costituzione, ma anche alle più recenti disposizioni in materia di pubblico impiego.
A tal proposito, è bene ricordare come la Direttiva Europea 2019/1152, recepita nel nostro ordinamento, imponga la garanzia di condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili, principio che mal si concilia con la prassi di lasciare il dipendente nell’incertezza sulla propria sede d’impiego a ridosso delle scadenze.Trasparenza, prevedibilità e rispetto dei diritti delle famiglie non sono concessioni, ma precisi doveri normativi.
Questa Organizzazione Sindacale ribadisce pertanto la necessità di un intervento immediato che faccia chiarezza sulle destinazioni mancanti, ponendo fine a uno stato di agitazione strisciante che danneggia sia il personale sia la stessa efficienza dell’Istituzione.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri