SANSEPOLCRO – Il Nuovo Sindacato Carabinieri – Segreteria Regionale Toscana, nella persona del Segretario Regionale Nizar Bensellam Akalay, esprime piena solidarietà e vicinanza ai militari dell’Arma intervenuti nella drammatica vicenda che ha visto la morte di un uomo di 47 anni, deceduto dopo essersi schiantato con la propria autovettura a seguito del mancato arresto all’alt intimato dai Carabinieri.
Una vicenda innanzitutto drammatica, per la perdita di una vita umana, ma che impone anche una riflessione sull’operato dei militari intervenuti, i quali, allo stato delle informazioni disponibili, non risultano in alcun modo coinvolti nella causazione dell’evento, avendo semplicemente adempiuto al proprio dovere istituzionale.
Il dato fondamentale, che riteniamo debba essere ribadito con chiarezza, è semplice: i Carabinieri hanno intimato l’alt a un veicolo che non si è fermato. Da quel momento si è sviluppata una situazione operativa che dovrà essere ricostruita dagli organi competenti attraverso tutti gli accertamenti del caso.
Ed è proprio per questo che riteniamo doveroso evitare qualsiasi anticipazione di responsabilità nei confronti dei militari.Non si può trasformare la presenza di una pattuglia dell’Arma nella vicenda in una presunzione di responsabilità.
I Carabinieri sono stati chiamati a svolgere il proprio servizio e, davanti al mancato rispetto dell’alt, hanno agito nell’ambito delle proprie attribuzioni. Se dagli accertamenti non emergeranno condotte illecite o responsabilità a loro carico, non dovrà esserci alcuna conseguenza personale, disciplinare o professionale per chi ha semplicemente fatto il proprio lavoro.
NSC Toscana ritiene inoltre necessario richiamare l’attenzione sul modo in cui determinati episodi vengono talvolta raccontati dalla stampa locale.La cronaca ha il diritto e il dovere di informare. Ma proprio perché svolge una funzione essenziale nella formazione dell’opinione pubblica, deve farlo con rigore, equilibrio e assoluta chiarezza nella distinzione tra fatti accertati, circostanze da verificare e mere ipotesi.
Quando un titolo mette in evidenza che una persona è morta dopo un inseguimento dei Carabinieri, il lettore può facilmente essere portato a collegare causalmente i due eventi, anche quando la dinamica concreta non attribuisce, allo stato, alcuna responsabilità ai militari.
Non è una questione di voler impedire la cronaca.È una questione di come la cronaca viene esercitata.
Le Forze dell’ordine non possono diventare automaticamente parte negativa della narrazione ogni volta che un fatto tragico si verifica durante un intervento operativo. La presenza dei Carabinieri deve essere raccontata per ciò che è: una circostanza della vicenda, non una responsabilità da suggerire al lettore prima ancora che gli accertamenti abbiano stabilito qualcosa.
Il nostro auspicio è quindi che gli organi di informazione sappiano onorare la cronaca attraverso l’accuratezza dei fatti, evitando titoli o ricostruzioni suscettibili di generare dubbi o sospetti nei confronti di chi, in quel momento, era semplicemente impegnato a svolgere il proprio servizio.
Il lavoro dei Carabinieri comporta quotidianamente decisioni assunte in pochi secondi, spesso in condizioni di forte pressione e di rischio. Chi indossa una divisa è chiamato ad intervenire, non a prevedere ogni possibile conseguenza delle decisioni altrui. Un automobilista che non si ferma all’alt determina una situazione operativa. La responsabilità di ciò che accade successivamente non può essere automaticamente trasferita sui militari che quell’alt hanno intimato.
Naturalmente sarà compito degli organi competenti accertare ogni aspetto della vicenda e ricostruire con precisione la dinamica. Il sindacato non intende sostituirsi alla magistratura né anticiparne le conclusioni. Ma proprio per questo ritiene doveroso tutelare i colleghi da qualsiasi processo mediatico anticipato.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri – Segreteria Regionale Toscana continuerà a stare al fianco dei militari coinvolti, auspicando che possano affrontare con serenità ogni eventuale accertamento e che la loro posizione venga valutata esclusivamente sulla base di fatti, riscontri e responsabilità concretamente accertate.
Perché fare il Carabiniere significa anche trovarsi, senza preavviso, nel mezzo di situazioni drammatiche. E non è accettabile che, dopo aver fatto il proprio dovere, un militare debba anche temere di diventare il capro espiatorio di una tragedia che non ha causato.
Il Segretario Regionale Toscana, del Nuovo Sindacato Carabinieri | Nizar Bensellam Akalay