È la sintesi drammatica di una giornata campale. Piazze infuocate, scontri durissimi e a Bologna si è sfiorata la tragedia. L’Ufficio Linea Mobile del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) evidenzia come una squadra del Quarto Battaglione di Mestre si sia ritrovata al centro dell’inferno.
Non siamo più di fronte a semplici manifestazioni di dissenso, ma al quadro preoccupante di una violenza di piazza che negli ultimi tempi è aumentata a dismisura, trasformando i cortei in veri e propri scenari di guerriglia urbana. A Bologna siamo stati testimoni di un agguato condotto da soggetti scesi in strada con la chiara intenzione di fare del male. Contro la squadra di Mestre – operante unitamente a un contingente della Guardia di Finanza e del Reparto Mobile della Polizia di Stato – sono stati scagliati pesanti giunti in ferro per ponteggi (veri e propri proiettili d’acciaio), blocchi d’asfalto e pietre divelte dalla sede stradale, lanciati ad altezza d’uomo per affondare il colpo.
Il bilancio per il Quarto Battaglione è pesantissimo: sei feriti. Le immagini che circolano in queste ore mostrano la crudezza dei fatti: colleghi rimasti contusi e immobilizzati, portati via a spalla e trascinati a forza per metterli in salvo tra le macerie della strada. Il quadro clinico più grave riporta una prognosi di 20 giorni per la frattura di un dito.
Di fronte a un’aggressività e a un odio sociale verso chi veste la divisa che hanno ormai superato ogni livello di guardia, la sigla sindacale ribadisce l’impossibilità di restare in silenzio e pone l’accento sul tema fondamentale della sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) e sulla tutela dell’incolumità fisica degli operatori di ordine pubblico. Se le piazze alzano il livello dello scontro, le dotazioni devono essere adeguate.
Le foto mostrano invece una realtà inaccettabile: i dispositivi di protezione individuale e le dotazioni materiali non hanno retto. Caschi istituzionali intaccati e protezioni spaccate dagli impatti: la piazza è il luogo di lavoro dei Carabinieri e l’Amministrazione ha il dovere morale e legale di fornire equipaggiamenti capaci di assorbire i colpi, non materiale che cede alla prima carica.
L’NSC evidenzia inoltre lo stallo e l’inadeguatezza dei veicoli da ordine pubblico Iveco C18. Si tratta di mezzi appesantiti da tonnellate di grate e roll-bar d’acciaio per la protezione esterna, ma con meccanica, impianto frenante e sospensioni lasciati completamente originali. Chiunque abbia nozioni di meccanica e sicurezza sa perfettamente che appesantire un veicolo senza adeguarne i freni e l’assetto significa mettere su strada mezzi instabili, difficili da arrestare in contesti d’emergenza e pericolosi per chi li guida e per chi vi sta attorno. Mezzi buoni tutt’al più per fungere da scuolabus, non per affrontare piazze sempre più ostili ed esasperate.
L’Ufficio Linea Mobile di NSC esprime la massima solidarietà ai colleghi feriti e pretende un incontro immediato per una revisione straordinaria dei dispositivi di protezione e del parco veicoli in uso. Gridiamo con forza che chi veste una divisa non è carne da macello: di fronte a piazze sempre più violente, esigiamo sicurezza e tutele reali sul campo.
NSC Nuovo Sindacato Carabinieri, Ufficio Linea Mobile