Negli ultimi giorni stiamo assistendo, con crescente preoccupazione, alla diffusione di voci secondo cui il Nuovo Sindacato Carabinieri da gennaio non sarà più rappresentativo o addirittura sarebbe destinato a cessare la propria attività.
Ciò che sorprende non è tanto il contenuto di queste affermazioni, del tutto prive di qualsiasi riscontro oggettivo, quanto il fatto che a diffonderle siano, in alcuni casi, persone che ricoprono ruoli di responsabilità sindacale.
Chi sceglie di rappresentare i colleghi assume un preciso dovere morale: informare correttamente, offrire certezze e contribuire a una cultura sindacale fondata sulla trasparenza e sulla verità dei fatti. Utilizzare, invece, notizie prive di fondamento, supposizioni o scenari costruiti ad arte con il solo obiettivo di ottenere un vantaggio sindacale significa tradire quello stesso mandato di rappresentanza che i colleghi affidano alle organizzazioni sindacali.
Il confronto tra sigle è legittimo ed è persino utile quando si fonda sulle idee, sulle proposte, sui risultati e sul lavoro svolto. Non lo è quando si tenta di orientare le scelte dei colleghi attraverso la disinformazione, alimentando dubbi e incertezze che nulla hanno a che vedere con la tutela del personale.
Non possiamo fare a meno di rilevare come questo clima si sia intensificato proprio alla vigilia della manifestazione nazionale del 18 luglio, un’iniziativa che il Nuovo Sindacato Carabinieri ha ideato e promosso insieme alle altre organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza che hanno scelto di assumersi concretamente la responsabilità di esserci e di metterci la faccia.
Il 18 luglio il NSC sarà l’unica organizzazione sindacale dell’Arma dei Carabinieri presente in piazza. Una scelta che non nasce dall’opportunità del momento, ma dalla volontà di rappresentare concretamente i Carabinieri in una manifestazione nazionale dedicata ai temi del contratto, della dignità professionale, delle tutele e dei diritti.
Tutte le organizzazioni sindacali dell’Arma hanno avuto la possibilità di partecipare. Alcune hanno scelto, legittimamente, di non aderire. Noi abbiamo scelto di assumerci una responsabilità diversa: stare accanto ai Carabinieri, contribuire all’organizzazione di una mobilitazione nazionale e dare voce alle loro legittime aspettative insieme alle altre sigle del Comparto Sicurezza che hanno condiviso questo percorso.
Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: lavorare, confrontarci con le istituzioni, avanzare proposte e difendere i diritti dei colleghi con serietà, trasparenza e coerenza.
Ai Carabinieri chiediamo soltanto una cosa: non fermatevi alle voci. Verificate i fatti, osservate chi è realmente presente quando c’è da esporsi e traete le vostre conclusioni in piena libertà.
Il 18 luglio il Nuovo Sindacato Carabinieri sarà a Roma, non soltanto per partecipare, ma anche per onorare l’impegno assunto fin dall’inizio nella costruzione di questa iniziativa nazionale. Perché i diritti dei Carabinieri si difendono con la presenza, con il coraggio, con il lavoro quotidiano e con la capacità di assumersi responsabilità concrete, non con le voci di corridoio.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri