PISTOIA – Ci sono interventi che non possono essere ridotti a un semplice numero di servizio, a una relazione o a una voce di statistica. Sono interventi nei quali la professionalità del Carabiniere si unisce al coraggio, alla prontezza e, soprattutto, all’umanità.
È quanto accaduto a Pistoia, dove i Carabinieri Fabiano Danelon e Cristian De Filippis, intervenuti a seguito della segnalazione di una donna che minacciava di togliersi la vita, hanno affrontato una situazione estremamente delicata riuscendo, in pochi istanti, a raggiungere la persona e a metterla in sicurezza, scongiurando una tragedia.
Come Segreteria Regionale Toscana del Nuovo Sindacato Carabinieri, riteniamo doveroso rivolgere ai due colleghi il nostro più sincero apprezzamento e plauso per l’intervento portato a termine.
Ma ciò che maggiormente colpisce, oltre al risultato operativo, è il significato umano di quanto accaduto.
Il Carabiniere non è soltanto colui che interviene quando un reato è stato commesso. È anche colui che deve saper riconoscere una richiesta d’aiuto, leggere i segnali di una situazione di disagio, dialogare con chi si trova in una condizione di fragilità e, quando necessario, mettere a repentaglio la propria sicurezza per salvare quella di un’altra persona.
Questa è la vera essenza della prossimità.
Una dimensione del servizio che spesso rimane lontana dai riflettori, ma che rappresenta una delle espressioni più autentiche della missione dell’Arma. Ogni giorno, in tutta la Toscana, donne e uomini in uniforme si trovano a intervenire davanti a persone sole, anziane, impaurite, disorientate o attraversate da momenti di profonda difficoltà.
In quei frangenti non basta conoscere una procedura.
Servono lucidità, capacità decisionale, preparazione, coraggio e sensibilità.
Danelon e De Filippis hanno dimostrato tutto questo.
E proprio per questo riteniamo importante che il loro comportamento non venga considerato semplicemente come il normale e ordinario espletamento del servizio.
Salvare una vita non è un gesto ordinario.
È certamente il dovere di chi indossa una divisa, ma è anche una scelta che, nel momento concreto dell’emergenza, richiede di esporsi, assumersi responsabilità e agire in pochi secondi per proteggere un’altra persona.
Per questo il Nuovo Sindacato Carabinieri – Segreteria Regionale Toscana confida che la scala gerarchica sappia riconoscere, valorizzare e, ove previsto, premiare adeguatamente comportamenti di questo genere.
Non per alimentare una retorica dell’eroismo, che gli stessi colleghi hanno giustamente rifiutato, ma perché professionalità, altruismo, spirito di sacrificio e coraggio non devono diventare qualità date per scontate dall’Amministrazione.
Il riconoscimento di simili condotte rappresenta anche un importante messaggio rivolto a tutti i Carabinieri: l’Istituzione vede, apprezza e valorizza chi, nell’esercizio del proprio servizio, dimostra qualcosa che va oltre il mero adempimento del dovere.
Come organizzazione sindacale riteniamo quindi doveroso ringraziare pubblicamente Fabiano Danelon e Cristian De Filippis.
Il loro intervento ci ricorda che dietro ogni divisa ci sono uomini e donne chiamati a esserci per gli altri, soprattutto quando l’altro è più fragile e non riesce più a vedere una via d’uscita.
È questa la prossimità che vogliamo difendere.
È questa l’Arma che vogliamo raccontare.
Grazie colleghi. Grazie per esserci stati.
Segreteria Regionale Toscana
Nuovo Sindacato Carabinieri