Era da tempo che in Val di Susa non si registravano episodi di violenza e scontro di tale intensità. Gli eventi delle ultime ore, caratterizzati dal lancio di lacrimogeni, bombe carta e aggressioni pianificate contro gli operatori di Polizia e dell’Arma dei Carabinieri, evidenziano in modo inequivocabile un disegno ben prestabilito: alzare deliberatamente il livello dello scontro, alimentando l’odio contro le Forze dell’Ordine al solo fine di provocare l’irreparabile e farci “scappare il morto”.
Ci troviamo di fronte a una regia ad orologeria di ingiuste e instrumentali accuse che respingiamo con fermezza. Lo dimostra la campagna mediatica e politica scatenatasi contro i colleghi della Polizia di Stato a seguito dei fatti di Bologna e della tragica scomparsa del cittadino extracomunitario Fakir. È sotto gli occhi di tutti come si sia voluto volutamente calcare la mano, forzando una lettura ideologica e politica della vicenda con l’unico obiettivo di puntare i riflettori contro l’operato delle Forze dell’Ordine. Tutto questo avviene guarda caso in concomitanza con il caso Roggero sulle cronache dei giornali, a riprova della volontà di screditare le istituzioni e aizzare ad arte lo scontro politico sulle spalle degli operatori di sicurezza.
| “Non si può assistere inermi a una giustizia a due velocità e a piazze infuocate ad arte: mentre le piazze vengono chiamate alla mobilitazione, tribunali dormienti da mesi si ricordano improvvisamente dei rinvii a giudizio per il caso Ramy, dove altri nostri fratelli di sangue si troveranno a doversi difendere in un’aula di tribunale soltanto per aver fatto il proprio dovere.” |
Non sappiamo più in quale lingua dirlo: noi rispettiamo profondamente le Istituzioni, la Magistratura, gli organi di informazione e la dialettica politica. Tuttavia, è doveroso ricordare a tutti che dietro quelle divise, quelle giubbe e quei caschi ci sono donne e uomini, mamme e papà, fratelli e sorelle. Lavoratori che non fanno altro che eseguire ordini nel pieno rispetto delle leggi dello Stato, intervenendo unicamente su chiamata dei cittadini o per far fronte a contesti di grave emergenza posti a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
| LA PROVOCAZIONE DEL NUOVO SINDACATO CARABINIERI ALLA POLITICA ANTI-SICUREZZA Se questo è il trattamento e la considerazione riservata a chi rischia la vita per la collettività, la politica ‘Anti-Sicurezza’ e anti-Forze dell’Ordine si assuma fino in fondo la responsabilità di presentare e approvare formale proposta di legge: si stabilisca per norma che le Forze dell’Ordine possano intervenire esclusivamente a fatti già accaduti, abolendo del tutto le funzioni di prevenzione e repressione dei reati. Verremo chiamati unicamente a cose fatte, per i rilievi del caso e le indagini post-reato. Vedremo poi chi garantirà la sicurezza dei cittadini nelle strade. |
Unisce ed esprime lo sdegno anche la Segreteria Regionale NSC Piemonte e Valle d’Aosta per la continua escalation di aggressioni e per una gestione che lascia gli operatori sul campo con limitate possibilità di reazione. Non si può pretendere che donne e uomini in divisa garantiscano la sicurezza pubblica a mani legate, finendo persino per dover sostenere l’onere di difendersi nelle aule di tribunale per aver fatto il proprio dovere. Chiediamo con urgenza tutele legali, garanzie operative e il rispetto che merita chi rischia la vita per lo Stato
A tutte le sorelle e a tutti i fratelli feriti negli scontri e nell’adempimento del dovere va il nostro abbraccio più affettuoso e la vicinanza dell’intera struttura sindacale del Nuovo Sindacato Carabinieri: vi siamo vicini, auguriamo a ciascuno di voi una pronta e completa guarigione. Sappiate, oggi più che mai, che non sarete mai lasciati soli.
Il Segretario Nazionale Giovanni Sessa e
il Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta Davide Tufo del
Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC)