Dopo i gravissimi scontri avvenuti in Val di Susa, con centinaia di appartenenti alle Forze dell’Ordine feriti, il Nuovo Sindacato Carabinieri annuncia che si costituirà parte civile nei procedimenti nei confronti dei responsabili delle violenze.
Le modalità con cui sono stati condotti gli attacchi, caratterizzati dall’impiego di ordigni incendiari e da tecniche studiate per provocare il massimo danno agli operatori in uniforme, richiamano scenari che nulla hanno più a che vedere con il legittimo diritto di manifestare. Sono condotte di estrema gravità che colpiscono lo Stato attraverso chi ogni giorno ne garantisce la sicurezza.
È arrivato il momento che lo Stato dia un segnale forte, chiaro e inequivocabile. Invitiamo tutte le Istituzioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e ad adottare decisioni ferme e coraggiose. È finito il tempo delle esitazioni e dei tentennamenti: di fronte ad azioni di tale gravità serve una risposta autorevole, concreta e determinata.
Quando vengono attaccati uomini e donne in uniforme non è in gioco soltanto la loro sicurezza: è in gioco l’autorevolezza dello Stato. E uno Stato autorevole non arretra, non tentenna e non abbassa lo sguardo.
Tra il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico erano presenti anche iscritti al Nuovo Sindacato Carabinieri. Per questo NSC rinnova il proprio impegno a essere al fianco dei propri iscritti e, più in generale, di tutti i Carabinieri che, nell’adempimento del dovere, subiscono aggressioni o violenze, offrendo loro tutela e sostegno anche nelle sedi giudiziarie.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri