È dalla nascita dei sindacati militari che non si assisteva a scene di così basso livello in materia di tutela dei lavoratori. Da mesi assistiamo all’azione di una sigla sindacale che, pur di attaccare a priori l’Amministrazione, non si fa alcuno scrupolo a utilizzare e danneggiare il personale stesso. Una condotta che ha già portato all’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi, fino ad arrivare all’assurdo odierno: causare il reimpiego di militari già prescelti e destinati a svolgere servizi che avrebbero semplicemente permesso loro di rinvigorire la mente e staccare la spina per qualche giorno.
Siamo ormai al paradosso più totale. Prima le segnalazioni contro i colleghi del Battaglione Toscana per dei fuochi d’artificio – dove si invocavano punizioni esemplari per un semplice momento di goliardia – e oggi l’interpellanza formale per contestare l’impiego del personale dei Radiomobili presso i lidi del Carabiniere, ottenendone di fatto il reimpiego coatto.
Un tempo si usava dire “siamo arrivati alla frutta” per evidenziare il culmine di una situazione disastrosa; con quest’ultima uscita, palesemente contraria al benessere del personale, abbiamo ampiamente superato il dolce.
A questo si aggiunge la provocatoria e sterile proposta di voler rinnovare a spese del proprio sindacato la foresteria del Lido di Salerno. Una mossa puramente propagandistica e provocatoria, fatta senza nemmeno informarsi del fatto che il Comandante della Legione Campania, d’intesa con il Comandante Provinciale di Salerno, ha già valutato positivamente un progetto organico presentato proprio dal Nuovo Sindacato Carabinieri per la riorganizzazione e valorizzazione completa del Lido di Salerno.
Sminuire il sacrificio, l’impegno e la dedizione dei colleghi che lavorano instancabilmente all’interno di queste strutture è un colpo basso inaccettabile. Così come è inaccettabile l’attacco diretto a quella decina di colleghi dei Radiomobili che vedevano nell’impiego temporaneo presso il lido una legittima valvola di sfogo e un’occasione di rinvigorimento psicofisico dopo i massacranti turni di controllo del territorio. Per non parlare del disagio che il reimpiego coatto dei colleghi, selezionati e formati con corsi bls già da più di un mese, causerà agli altri reparti. A ciò si aggiunge il fatto che il personale chiamato a sostituire i colleghi rientranti non disporrà della medesima e necessaria formazione, determinando così un inevitabile disservizio a danno degli avventori delle strutture.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri Campania continuerà a difendere i diritti e il reale benessere dei colleghi, respingendo fermamente le logiche di chi fa sindacato contro i lavoratori pur di ottenere un briciolo di visibilità.
La Segreteria Regionale Campania, del Nuovo Sindacato Carabinieri