Roma, 04 Giugno 2026– Il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) lancia un forte appello ai vertici dell’Amministrazione e alle istituzioni politiche affinché si prenda immediata coscienza delle reali difficoltà economiche in cui versano oggi i Carabinieri e i loro nuclei familiari.
L’impennata del costo della vita e una pressione inflazionistica senza sconti stanno erodendo progressivamente i bilanci domestici del personale in divisa. Uno scenario di sofferenza che si scontra, purtroppo, con la previsione di risorse decisamente esigue stanziate per il rinnovo contrattuale del comparto Difesa e Sicurezza, del tutto insufficienti a restituire il reale potere d’acquisto ai lavoratori.
In questo quadro macroeconomico già complesso, a pesare come un macigno sulle tasche dei militari sono i ritardi gestionali dell’Amministrazione e la forte inadeguatezza di alcuni capitoli di spesa.
“Riceviamo quotidianamente segnalazioni da tutta Italia che descrivono una situazione non più sostenibile” – dichiara il Segretario Nazionale NSC, Antonio Parrella – “Le famiglie dei Carabinieri fanno fatica a far quadrare i conti. Chiedere oggi al personale di anticipare somme importanti per poter lavorare, o costringerlo a integrare di tasca propria capitoli di spesa che spetterebbero allo Stato, significa ignorare la realtà quotidiana dei nostri colleghi. Non chiediamo privilegi, ma dignità e il rispetto dei diritti minimi”.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri intende porre l’accento su due criticità specifiche che richiedono interventi immediati:
● Il paradosso dei Buoni Pasto non erogati: In diversi contesti territoriali, a causa delle lungaggini burocratiche legate alla conclusione delle gare d’appalto per la ristorazione, ai colleghi non vengono consegnati i buoni pasto spettanti. Per poter espletare i propri compiti istituzionali fuori sede o nei turni previsti, i militari si trovano costretti ad anticipare di tasca propria cifre mensili considerevoli per il vitto. Un’anticipazione forzata che incide pesantemente sulla liquidità immediata delle famiglie.
● L’irrisorio fondo per la vestizione in abiti civili: Lo stanziamento pro capite di appena € 73,00 annuali per il personale autorizzato a vestire permanentemente in abiti civili è ormai totalmente slegato dal mercato reale. Ricordiamo che per questi reparti, ben individuati dalle pubblicazioni ministeriali, l’Amministrazione non sostiene i costi di assegnazione delle uniformi ordinarie, realizzando un netto risparmio di bilancio. È inaccettabile che questa economia d’ente si traduca in un onere economico per il singolo Carabiniere, costretto a provvedere al decoro dell’abbigliamento di servizio attingendo dallo stipendio familiare.
Per NSC è tempo che l’Amministrazione si faccia pienamente carico delle spese correlate al servizio, sbloccando con urgenza le procedure di appalto per i buoni pasto e rivedendo al rialzo lo stanziamento per la vestizione civile.
Prendersi cura del benessere del personale e tutelare la serenità economica delle loro famiglie non è solo un dovere sindacale, ma il presupposto fondamentale per garantire la massima efficienza dei servizi che l’Arma rende quotidianamente ai cittadini.
La Segreteria Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri resterà come sempre a disposizione per un tavolo di confronto urgente, finalizzato a individuare soluzioni concrete e immediate altrimenti non resta che dire ai colleghi: “Con 73 euro se riuscite, compratevi solo i pantaloni”.
Antonio Parrella, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri