Il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), per il tramite del Segretario Nazionale Ilario Castello, scende in campo con determinazione a supporto della chiara e condivisibile volontà strategica espressa dal Comandante Generale: massimizzare la proiezione esterna dei reparti, garantire il massimo controllo del territorio attraverso le pattuglie e valorizzare il ruolo cruciale dei Nuclei, delle Sezioni e delle Aliquote Radiomobili. Una visione moderna e lungimirante che mette al centro il cittadino e l’efficienza operativa dell’Arma.
Tuttavia, constatiamo con preoccupazione come attorno a questa azione di modernizzazione si muovano troppe “mani oscure” e dinamiche opache. Assistiamo a resistenze interne e a sterili diatribe alimentate persino da alcune Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM). Sigle che, anziché tutelare il personale, si arrogano il diritto di censurare e limitare le libertà dei colleghi di aderire su base volontaria alle iniziative di welfare (come i servizi stagionali presso i Lidi del Carabiniere), entrando in materie d’impiego che la legge vieta espressamente al sindacato.
Non permetteremo che le croniche carenze organiche vengano usate come pretesto per comprimere i diritti individuali dei Carabinieri. Le soluzioni non si trovano limitando i beneficiari del welfare, ma sanando le storture gestionali dei reparti.
Le criticità sul territorio e le “ombre” gestionali
Mentre il Vertice dell’Arma spinge per una proiezione esterna, a livello locale troppe prassi gestionali opache vanificano questi sforzi. Assistiamo a un sistematico e spesso eccedente impiego “ombra” di personale – formalmente effettivo al Radiomobile per compiti di linea – sottratto alle “gazzelle” e stabilizzato de facto in mansioni puramente burocratiche o logistiche interne (uffici, parchi automezzi, armerie e vigilanza fissa).
Questo “svuotamento interno” ha un costo altissimo:
Sovraccarico logorante per i turnisti rimasti in servizio di linea.
Meno sicurezza per gli operatori su strada, a causa della carenza di equipaggi pronti a intervenire in supporto.
Meno controllo del territorio per i cittadini.
La proposta di NSC: Blindare la trasparenza e supportare il cambiamento
Per spazzare via ogni ambiguità e sostenere concretamente la visione del Comandante Generale, NSC propone una revisione strutturale delle piante organiche dei Radiomobili. È necessario prevedere un’aliquota fissa, distinta e predeterminata di personale da destinare esclusivamente alla logistica interna.
Fissare questo tetto rigido permetterà di:
Azzerare la discrezionalità locale ed evitare la distrazione impropria di risorse dall’emergenza.
Garantire totale trasparenza sulla reale forza operativa sul territorio.
Tutelare la sicurezza e il benessere di tutti, blindando la presenza delle autoradio sulle strade e permettendo il sereno ricorso al welfare senza far collassare i turni dei colleghi.
NSC ribadisce che la tutela dei lavoratori non si fa frenando il futuro o limitando i diritti, ma pretendendo regole chiare, trasparenti e coraggiose. Siamo pronti a fare la nostra parte al fianco di chi vuole un’Arma moderna, efficiente e sicura.
La Segreteria Nazionale NSC