Il Nuovo Sindacato Carabinieri Sicilia ritiene doveroso intervenire in merito alla nota diffusa da una APCSM dal titolo “Radiomobile impiegata nei lidi”, il cui contenuto propone, a nostro avviso, una ricostruzione parziale della vicenda, senza considerare il complesso contesto organizzativo nel quale sono maturate le decisioni richiamate.
Sorprende che un’Associazione Professionale a Carattere Sindacale tra Militari, chiamata a promuovere e tutelare il benessere del personale e delle rispettive famiglie, abbia ritenuto di esprimere valutazioni su uno dei principali strumenti di welfare dell’Arma senza richiamare il quadro organizzativo che ha reso necessarie le scelte adottate.
È altresì significativo che tali considerazioni provengano da un’APCSM priva di una Segreteria Regionale in Sicilia e che, pertanto, potrebbe non aver avuto una diretta conoscenza delle attività sviluppate sul territorio.
La realtà dei fatti merita di essere ricostruita nella sua interezza.
Quest’anno i lidi di Capo Zafferano e Isola delle Femmine sono passati alla gestione diretta dell’Amministrazione. Una scelta che ha inevitabilmente richiesto un maggiore impiego di personale rispetto agli anni precedenti per garantire la sicurezza delle strutture, la vigilanza del patrimonio, la tutela dei materiali e il regolare funzionamento di due Organismi di Protezione Sociale fondamentali per migliaia di Carabinieri e delle loro famiglie.
Occorre inoltre precisare un dato oggettivo che nel comunicato richiamato viene completamente omesso: soltanto circa un terzo del personale impiegato presso i due lidi presta servizio nei Nuclei Radiomobili, mentre i restanti militari provengono da altri reparti dell’Arma. Ne consegue che rappresentare l’intero dispositivo predisposto come “personale sottratto al Radiomobile” non corrisponde alla reale composizione del contingente impiegato e rischia di trasmettere una percezione fuorviante della situazione.
Rappresentare tale impiego esclusivamente come “personale sottratto al Radiomobile” restituisce, pertanto, una lettura inevitabilmente incompleta di una situazione ben più articolata, nella quale il nuovo modello gestionale ha imposto un significativo sforzo organizzativo da parte dell’Amministrazione.
Ed è proprio questo il punto.
Il 14 aprile 2026 il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Gen. Div. Ubaldo Del Monaco, ha convocato tutti i sei Segretari Generali Regionali delle APCSM rappresentative presenti nell’Isola per una riunione interamente edicata agli Organismi di Protezione Sociale.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come gli OPS rappresentino strutture essenziali per il benessere psicofisico del personale e delle rispettive famiglie, contribuendo a rafforzare la coesione, lo spirito di corpo e la qualità della vita dei Carabinieri.
In quella sede è stato illustrato il percorso organizzativo necessario per garantire l’apertura e la gestione degli Organismi di Protezione Sociale in Sicilia. Tutti i rappresentanti delle APCSM presenti hanno condiviso l’importanza di tali strutture e manifestato piena disponibilità a collaborare con l’Amministrazione per il loro miglioramento. È quindi naturale ritenere che ogni successiva valutazione debba tenere conto del contesto complessivo nel quale quelle scelte sono maturate.
Particolare attenzione è stata dedicata ai lidi della Sicilia, non soltanto a quelli di Capo Zafferano e Isola delle Femmine, ma anche alle strutture di Catania e Messina, con un obiettivo condiviso: migliorarne ulteriormente funzionalità, fruibilità e qualità dei servizi.
Da quella riunione e nei mesi successivi ho potuto constatare direttamente il grande lavoro svolto dal omandante della Legione Carabinieri Sicilia, Gen. Div. Ubaldo Del Monaco, dallo Stato Maggiore della Legione, dal Direttore Provinciale degli Organismi di Protezione Sociale, dai preposti e da tutti i militari coinvolti, che hanno affrontato con straordinario impegno la complessa sfida dell’avvio della gestione diretta dei due lidi del Palermitano.
Chi ha seguito da vicino questo percorso organizzativo conosce il livello di complessità affrontato e l’impegno profuso per conseguire un unico obiettivo: consentire anche quest’anno ai colleghi e alle loro famiglie di usufruire di due strutture fondamentali per il loro benessere.
Per questo motivo sorprendono dichiarazioni che non richiamano il lavoro sviluppato negli ultimi mesi e che rischiano di offrire una rappresentazione incompleta di un’attività finalizzata esclusivamente a garantire la piena fruizione degli Organismi di Protezione Sociale.
Nessuno mette in discussione il ruolo del Nucleo Radiomobile e del pronto intervento, che rappresentano una delle colonne portanti dell’attività istituzionale dell’Arma. Allo stesso tempo è imprescindibile garantire ai Carabinieri e alle loro famiglie strumenti di welfare adeguati, perché un personale che può contare su efficaci Organismi di Protezione Sociale è un personale più sereno, più motivato e, di conseguenza, ancora più efficiente nello svolgimento del servizio.
Nessuno ha scelto i lidi al posto del Radiomobile. Si è lavorato per garantire contemporaneamente l’efficienza del servizio e il diritto dei Carabinieri e delle loro famiglie a usufruire degli Organismi di Protezione Sociale. Le due esigenze non sono alternative, ma complementari.
Prima di formulare valutazioni pubbliche su temi così delicati sarebbe stato opportuno approfondire il contesto organizzativo, confrontarsi con chi opera quotidianamente sul territorio e considerare tutti gli elementi che hanno condotto alle decisioni adottate.
Il dissenso tra organizzazioni sindacali è fisiologico e costituisce un valore quando contribuisce al miglioramento dell’azione amministrativa. Proprio per questo il confronto deve svilupparsi partendo da una piena conoscenza dei fatti, nella comune finalità di tutelare gli interessi dei Carabinieri e delle loro famiglie.
Le APCSM hanno oggi una grande responsabilità: rappresentare il personale con competenza, equilibrio e senso delle istituzioni. Il confronto sindacale acquista tanto più valore quanto più si fonda sulla conoscenza diretta dei fatti, sul dialogo e sul rispetto del lavoro svolto da tutti coloro che operano quotidianamente per il benessere del personale.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri Sicilia continuerà a svolgere il proprio ruolo con serietà, spirito costruttivo e senso di responsabilità, sostenendo ogni iniziativa realmente orientata al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei Carabinieri, senza rincorrere polemiche, ma con la forza dei fatti.
Luca Valentini
Segretario Generale Regionale
Nuovo Sindacato Carabinieri – Sicilia