Torniamo a parlare di benessere del personale ponendo l’attenzione su una figura cruciale per la tutela della nostra salute e della nostra sicurezza nei luoghi di lavoro: il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Militare (RLMS) e i suoi compiti fondamentali.
Con l’evoluzione della normativa sulla sindacalizzazione del personale militare — a seguito della storica sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018 e della successiva Legge n. 46/2022 sulle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari (APCSM) — il raccordo tra le tutele della sicurezza sul lavoro e le organizzazioni sindacali ha assunto un ruolo centrale nel monitoraggio delle condizioni lavorative. Di conseguenza, oggi gli RLMS provengono direttamente dalle file sindacali.
Quali sono le attribuzioni e i compiti dell’RLMS Militare?
- Accesso ai luoghi di lavoro: Il diritto di visitare i luoghi in cui si svolgono le attività addestrative, logistiche e operative, fatte salve le necessarie limitazioni imposte da segreti di Stato o esigenze di sicurezza nazionale e operativa.
- Consultazione preventiva: Il diritto di essere consultati in merito alla valutazione dei rischi (DVR), alla designazione del Servizio di Prevenzione e Protezione e alla programmazione della formazione in materia di sicurezza.
Nelle caserme, negli uffici, nelle officine e nei poligoni permanenti, la tutela della salute e della sicurezza — dai DPI alla gestione degli impianti, dalla sicurezza antincendio al rischio chimico e biologico — deve trovare piena applicazione. In questo scenario, il ruolo dell’RLMS è fondamentale per segnalare criticità strutturali o procedurali al Comandante di Corpo.
La realtà sul campo: una domanda aperta a tutti i colleghi
Adesso chiediamoci: quante volte, in Puglia, avete visto gli RLMS girare per i reparti a salvaguardare il nostro benessere? Eppure, i nostri RLMS in Puglia sono tutti dirigenti sindacali, a cui dovrebbe stare a cuore dove viviamo e in che modo viviamo la nostra attività lavorativa quotidiana.
Se l’RLMS non si muove, non ispeziona e non vive nelle caserme, quale quadro informativo arriva sul tavolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) che nel nostro caso è il Comandante di Legione? Semplice: il nulla.
Pertanto, cari colleghi, la riflessione sorge spontanea. Nonostante l’RLMS nasca per salvaguardare tutti NOI — e sebbene oggi ne facciano parte autorevoli dirigenti delle APCSM, che dovrebbero fare della tutela sul campo la propria missione prioritaria — assistiamo a un silenzio assordante e a un’inerzia che lasciano francamente perplessi.
Ci chiediamo come sia possibile esercitare una reale protezione dei diritti e della salute dei lavoratori se chi è delegato a farlo sembra aver dimenticato la propria funzione di sentinella della sicurezza.
Noi continueremo a vigilare, perché la sicurezza non è una formalità burocratica, ma un diritto in negoziabile.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri c’è, controlla e non abbassa la guardia.
Il Segreterio Nazionale NSC – Antonio Parrella