Cari amici e colleghi,
voglio rivolgermi a tutti voi che siete le fondamenta di NSC. Il fusto attorno al quale circola quella linfa vitale del nostro gruppo.
Sicuramente non siete abituati a vedere in me quel sindacalista che appare alle manifestazioni, agli incontri ufficiali, quel rappresentante sindacale che stringe la mano e fa fotografie con ufficiali per poi postarle sui social. Io non sono questo e non lo sono mai stato.
Quando il nostro caro Michele, dall’inizio del nostro percorso a livello nazionale, mi ha chiesto di essergli vicino, era consapevole che assumendo io questa carica, sarei stata una persona che sarebbe stata sempre al di sopra delle parti, mai schierato per partito preso ma sempre dalla parte di ciò che ritengo giusto per la nostra associazione. Spesso avete avuto modo di capire il mio essere in quei miei interventi nei consigli o nei congressi. Non faccio politica di parte. Io esorto a fare politica, ma politica sindacale. Io esorto a essere consapevoli delle difficoltà che incontriamo e, noi di NSC forse più di tutti, in questo momento, ne siamo consapevoli.
Vi ho fatto questa lunga premessa per dirvi, brevemente, che oggi la nostra sigla sta vivendo un momento di forte pressione. Viviamo sotto i riflettori ma non della popolarità, bensì della ricerca dell’errore per essere attaccati. È questo il momento di essere forti e di dimostrare la nostra integrità. Bisogna prima di tutto avere unità di intenti. La segreteria di Aosta o quella di Pantelleria non possono pensare di adottare politiche sindacali scollegate tra di esse o distanti anni luce dall’indirizzo dettato dagli organi nazionali.
Oggi lo sforzo deve essere grande. Dobbiamo crescere con il consenso, dobbiamo convincere i colleghi che noi siamo la vera alternativa al consociativismo di altre sigle. Noi siamo la differenza. Non promettiamo scarponcini o calzini, non facciamo raccomandazioni per trasferimenti o distacchi. Noi tuteliamo tutti nel giusto. Noi combattiamo per il giusto e per il meritevole. Noi però per combattere dobbiamo essere forti. Ogni nostro dirigente deve sapere che alle sue spalle ha migliaia di carabinieri che lo spingono e, allo stesso tempo, lo sostengono con la fiducia a lui riposta.
Vi invito tutti a riflettere su quelle che sono le priorità per noi. Lasciamo agli altri le polemiche. Andiamo avanti sempre più forti e fieri di quello che siamo.
Buon lavoro a tutti voi.
Alessandro Ragucci, Presidente del Nuovo Sindacato Carabinieri