Cari Colleghi,
questa lettera che vi scrivo viene non solo dal Segretario Generale Vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri, ma da un collega che vive ogni giorno le vostre stesse preoccupazioni. Per chi mi conosce sa della mia decennale esperienza sindacale nel Corpo Forestale dello Stato, in cui ho ricoperto il ruolo di dirigente nazionale di un sindacato autonomo, ma mai come oggi ho avuto la netta e amara sensazione di camminare con il mirino puntato addosso.
Dobbiamo dirlo con estrema chiarezza: nell’Arma dei Carabinieri è tollerato chi applaude, è benvenuto chi asseconda, ma chi decide di rappresentare i colleghi con schiena dritta e verità diventa un bersaglio. Lo sappiamo tutti: nell’ultimo periodo molti nostri dirigenti hanno subito ritorsioni, pressioni e “inviti” a cambiare bandiera, e alcuni lo hanno fatto. Manovre “organizzate” continuano a proporci posizioni in altre APCSM, profetizzando l’imminente distruzione di NSC perché “disturba i piani alti” e perché ha “alzato troppo il tiro”. Ebbene, se essere un “problema” significa pretendere dignità per i colleghi che stanno in strada, allora siamo orgogliosi di esserlo.
NSC è vista come un “mostro” perché rompe il dogma del “si è sempre fatto così” e non a caso, consapevoli dell’importante incontro che coinvolge il futuro economico di 108.000 Carabinieri, il 3 gennaio di quest’anno, “ci siamo permessi” di chiedere al Comando Generale i dati reali su organici e straordinari. Non uno sfizio, piuttosto la legittima posizione di conoscere la situazione economica, al fine di valutare le migliori strategie negoziali al tavolo contrattuale (opportunità garantita dal D.Lgs. 195/1995, che obbliga l’Amministrazione allo scambio reciproco di informazioni per garantire la trasparenza del contratto). Senza questi dati, la procedura è tecnicamente monca.
La risposta è stata: Silenzio assoluto, tanto che ieri abbiamo scritto al Ministero Difesa, MEF e Funzione Pubblica denunciando il grave tentativo di ostacolare l’attività negoziale.
La risposta che non ci piace accettare è contenuta nel conto annuale del 2024 ma anche e soprattutto in quello che viviamo ogni giorno. Abbiamo un vuoto organico e invece di pensare a come risolverlo, qualcuno ci ha costruito un sistema di controllo. Sanno che con gli stipendi attuali un Carabiniere non arriva a fine mese. Ed è qui che scatta la trappola: ci tengono in uno stato di necessità economica per costringerci a fare i salti mortali. Ci tengono in ostaggio con lo straordinario per sopperire a una carenza che loro stessi alimentano.
La verità che non vi dicono è che la cronica vacanza organica è il motivo per cui chiedere un trasferimento per accudire i figli nei 3 anni è un miraggio da conquistare con i denti, così come una legittima richiesta di trasferimento per 104 deve passare inesorabilmente per le aule di un Tribunale. Se i reparti sono ridotti all’osso, nessuno si muove. Ma invece di assumere, preferiscono spremerci perché da quel conto annuale che ho scritto prima, emerge che nel solo 2024 abbiamo prodotto più di 20 milioni di ore di straordinario (prendendo in esame solo le ore pagate), tanto che alla dirigenza (da Maggiore in su) – per arginare il problema – sono state pagate ben 50 milioni di euro di straordinario. E facciamolo un conteggio: se sono stati spesi, solo nel 2024, circa 395milioni di euro per lo straordinario, ipotizzando che la paga di un Carabiniere al lordo sia di 2500€, ovvero 30.000€ lordi annui, significa che si potevano pagare (assumere) ulteriori 13.166 Carabinieri.
È un’architettura studiata: meno assunzioni, più straordinario sottopagato. Il risultato? La nostra vita privata, i nostri figli e i nostri affetti vengono sacrificati sull’altare di una “efficienza” che poggia solo sul nostro sudore.
Il 4 marzo andremo alla Funzione Pubblica. Ma sorge una domanda spontanea: dove sono le altre sigle sindacali? Perché tacciono? Forse molte APCSM siedono a quel tavolo solo per non “disturbare i manovratori”, accontentandosi di una passerella istituzionale in cambio di qualche privilegio. Chi accetta di trattare “al buio”, senza pretendere i dati che NSC sta pregando di avere, sta tradendo il mandato dei propri iscritti. Trattare senza numeri significa ratificare decisioni già prese sopra la testa dei Carabinieri.
Noi di NSC non siamo nati per fare le comparse. Nell’ultima Legge di Bilancio è stata riconosciuta una Flat Tax al 15% sull’accessorio a tutto il pubblico impiego: noi pretendiamo che sia “estesa” anche a noi: soldi veri, subito, senza che lo Stato si riprenda tutto con le tasse. Vogliamo un’Arma moderna dove il Carabiniere sia una persona, non un numero da incastrare in turni massacranti.
NSC sta pagando un prezzo altissimo in termini di serenità personale per difendere i nostri diritti, ormai siamo costretti più a difenderci dai procedimenti disciplinari che a studiare per i contratti. Se il 4 marzo l’Amministrazione si presenterà ancora senza i dati richiesti, mi assumerò la responsabilità di chiedere il rinvio perentorio della seduta. Senza numeri è tecnicamente impossibile esercitare il mandato negoziale. Firmare al buio significherebbe ratificare decisioni già prese sopra la testa dei Carabinieri e svendere la vostra dignità. Noi non lo faremo.
Noi di NSC abbiamo scelto di stare dalla parte della base. Gli altri hanno scelto di non disturbare il potere. Io aspetto ora la “consueta” ritorsione professionale (perché quanto prima o appena finito il distacco proveranno a farmela pagare)…Voi invece, da che parte state?
Michele Capece, Segretario Generale Vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri