Fatti di Modena: la sicurezza non è un costo ma un investimento. Serve una riforma strutturale e una nuova cultura della prevenzione.
I drammatici fatti di Modena, dove un’auto lanciata a folle velocità in pieno centro ha travolto i passanti lasciando a terra decine di feriti – di cui due in gravissime condizioni – rappresentano un evento di una gravità inaudita. Un atto criminale che mina nel profondo il sentimento di pacifica convivenza della nostra comunità.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) condanna con la massima fermezza questo vile attentato. Al contempo, questa Segreteria Nazionale intende esprimere il più vivo apprezzamento e la totale ammirazione per quei cittadini che, con encomiabile coraggio e sprezzo del pericolo, sono intervenuti per bloccare l’attentatore (un cittadino italiano di seconda generazione), evitando conseguenze ancora più tragiche. Il loro senso civico, costato a uno di loro il ferimento con un’arma da taglio, è il riflesso di un’Italia che non si gira dall’altra parte.
La sicurezza come investimento, non come spesa
Quanto accaduto a Modena, tuttavia, non può e non deve essere derubricato a semplice fatto di cronaca. È indispensabile e urgente una profonda riflessione sul tema della sicurezza nel nostro Paese, che sia finalmente scevra da ogni preconcetto e aperta a una visione moderna e lungimirante.
Il principio cardine da cui partire è uno solo: la sicurezza dei cittadini deve essere considerata un investimento strategico per lo Stato, e mai un costo da tagliare sul bilancio pubblico.
Per fare questo, non bastano più i soli (seppur indispensabili) interventi repressivi. È necessaria una revisione totale delle piante organiche delle Forze dell’Ordine. Oggi più che mai serve:
- Ottimizzare le risorse umane, riducendo i passaggi burocratici e razionalizzando le strutture logistiche e i comandi intermedi.
- Garantire una maggiore proiezione esterna, liberando il personale dai compiti d’ufficio per raddoppiare la presenza fisica ed effettiva sulle strade, là dove i cittadini chiedono protezione e vicinanza.
Oltre la repressione: prevenzione situazionale e sociale
Come NSC, riteniamo che una vera svolta nella gestione dell’ordine pubblico debba passare attraverso un concetto integrato di prevenzione, che agisca su due fronti complementari:
- Prevenzione Situazionale: Interventi mirati sull’ambiente fisico e urbano (barriere, videosorveglianza, illuminazione, isole pedonali protette) per rendere materialmente più difficile il compimento di atti criminali.
- Prevenzione Sociale e Culturale: Il vero antidoto a lungo termine contro la radicalizzazione e la violenza urbana. È fondamentale agire sulle radici del disagio, superando le disuguaglianze e l’isolamento sociale, per agevolare percorsi di reale inclusione.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri continuerà a battersi in ogni sede affinché le donne e gli uomini in divisa siano messi nelle condizioni di operare al meglio, con organici adeguati e riforme strutturali non più rimandabili. La sicurezza dei cittadini e degli operatori non può attendere i tempi della burocrazia.
La Segreteria Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri