Il Nuovo Sindacato Carabinieri si rivolge direttamente al Comandante Generale dell’Arma, sollecitando una visione logica, lungimirante e al passo con i tempi, che sappia riconoscere il valore professionale e il benessere familiare del personale della Linea Mobile. La richiesta è chiara e netta: eliminare gli attuali e anacronistici limiti di età che blindano e impediscono i trasferimenti tra i vari Reggimenti e Battaglioni d’Italia.
La realtà sul campo parla da sola. Superati i 45 anni, un Carabiniere continua regolarmente a essere impiegato nei delicati e logoranti servizi di Ordine Pubblico, garantendo ogni giorno professionalità, prontezza operativa e spirito di sacrificio.
Se un militare oltre i 45 anni è pienamente idoneo a operare nei ranghi del 4° Battaglione “Veneto”, per quale logica non dovrebbe esserlo per il 6° Battaglione “Toscana”?
I compiti istituzionali sono identici, le dinamiche di piazza sono le stesse e i Reparti dell’Organizzazione Mobile si muovono e girano quotidianamente su tutto il territorio nazionale, affrontando le medesime e complesse situazioni operative da Nord a Sud nei servizi di Ordine Pubblico.
Il Segretario Nazionale Giovanni Sessa, forte di un’esperienza ultraventennale maturata proprio all’interno dell’Organizzazione Mobile, si fa portavoce di un malessere profondo e diffuso tra i colleghi, chiedendo un intervento autorevole e immediato del Comandante Generale.
Non si tratta solo di una questione amministrativa, ma di un atto di valorizzazione delle competenze e di rispetto umano: consentire la mobilità interna senza penalizzazioni anagrafiche significa non disperdere un bagaglio di esperienza insostituibile, garantendo al contempo una maggiore stabilità a quelle famiglie che da anni supportano i sacrifici dei nostri militari.
È tempo di dare spazio a una reale evoluzione normativa che tuteli la specificità della Linea Mobile, coniugando l’efficienza dei Reparti con i diritti del personale.
Giovanni Sessa, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri