ROMA – Il giorno 29 settembre, una delegazione del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), composta dal Segretario Nazionale Ilario Castello e dal Segretario Regionale Lazio Vincenzo Chiarolanza, ha partecipato al convegno formativo promosso da Axon, azienda leader nella produzione e distribuzione di dispositivi ad impulso elettrico. L’incontro ha offerto un’importante panoramica sullo stato dell’arte e sulla sperimentazione del nuovo Taser T10, evidenziandone gli sviluppi evoluti rispetto ai modelli X2 e X26 attualmente in dotazione alle Forze dell’Ordine italiane, unitamente ai test di efficacia e sicurezza condotti da Axon America.
Tuttavia, la presenza di NSC al tavolo con il produttore non si è limitata alla sola analisi tecnica dello strumento. Come da sempre sostenuto dal sindacato e ribadito nell’occasione dal Segretario Nazionale Ilario Castello, l’impiego del Taser come efficace strumento di deterrenza e tutela dell’incolumità pubblica non può prescindere da standard formativi elevati, corsi di aggiornamento continui e da un’effettiva assegnazione del dispositivo a tutte le pattuglie operative sul territorio.
Ma la reale criticità emersa durante i lavori del convegno riguarda il netto divario tra la sicurezza teorica dell’arma e le insidie del suo utilizzo pratico nei contesti operativi e giudiziari. I test tecnici del produttore si scontrano infatti quotidianamente con le complessità della medicina legale nei procedimenti penali a carico dei militari.
Nelle aule di giustizia, le perizie medico-legali tendono spesso a ricercare a tutti i costi un nesso di causalità tra la scossa elettrica e l’eventuale decesso o danno fisico riportato da soggetti in forte stato di alterazione, esponendo gli operatori a pesanti conseguenze giudiziarie ed amministrative.
Proprio sul delicato terreno degli accertamenti medico-legali affrontato al convegno si innesta la nota e complessa vicenda giudiziaria di Napoli, che vede coinvolti alcuni carabinieri a seguito del decesso di un uomo sottoposto a fermo con il dispositivo ad impulso elettrico. In questa indagine, ancora pienamente in corso, il nucleo centrale della difesa ruota proprio sulle perizie medico-legali volte a dimostrare la reale causa della morte.
Gli operatori sono costantemente assistiti e difesi dal Prof. Michele Dulvi Corcione, responsabile dell’Ufficio Legale di NSC. A riprova dell’efficacia e della completezza della nostra tutela, i carabinieri coinvolti affrontano questo difficile iter senza dover sborsare neppure un euro, vedendosi garantita la totale copertura finanziaria sia per il patrocinio legale sia per la complessa e onerosa attività dei consulenti e periti medico-legali di parte. Una dimostrazione tangibile di come l’adesione a NSC offra una reale e completa serenità professionale anche di fronte ai quadri investigativi più complessi. Tuttavia, pur nella certezza che l’attività difensiva permetterà di far emergere la correttezza dei colleghi, la vicenda di Napoli ripropone il peso e le distorsioni dell’atto dovuto.
Pur essendo l’iscrizione nel registro degli indagati un atto di garanzia indispensabile per consentire gli accertamenti, il sistema attuale travolge il carabiniere sotto il profilo procedurale e di carriera, tra sospensioni cautelari, blocchi dei trasferimenti e lunghi calvari burocratici. È proprio per sanare questo corto circuito che il Nuovo Sindacato Carabinieri sostiene con forza la propria proposta di legge per la modifica dell’atto dovuto. Una riforma che, senza ostacolare il dovere d’indagine della Magistratura – fondamentale per cristallizzare l’innocenza dell’operatore –, elimini tutte le penalizzazioni amministrative, disciplinari ed economiche automatiche a carico di chi si trova indagato soltanto per aver svolto il proprio dovere in servizio.
La partecipazione al convegno Axon conferma che la tecnologia da sola non basta: servono addestramento, certezza del diritto e una difesa legale e peritale infallibile. Garantire tutele reali e concrete a chi rischia sulla propria pelle ogni giorno per la collettività rappresenta per NSC il segnale tangibile di un vero cambiamento culturale e normativo.
Ilario Castello, Segretario Nazionale e Vincenzo Chiarolanza, Segretario Regionale Lazio del Nuovo Sindacato Carabinieri