Colleghi, donne e uomini con le stellette, svegliamoci!
Oggi pomeriggio, alle ore 17:00, tra le stanze ovattate di Palazzo Vidoni a Roma, si è consumato l’ennesimo, inaccettabile schiaffo alla nostra dignità professionale e personale. Con una fretta che appare drammaticamente priva di rispetto per i lavoratori della sicurezza, una minoranza di Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) ha posto la firma sul rinnovo contrattuale per il triennio 2025/2027.
Hanno firmato una cambiale in bianco sulla nostra pelle. Hanno avallato un accordo che non risponde alle reali esigenze di chi, ogni giorno, rischia la vita sulle strade d’Italia. È una firma che lascia addosso un senso profondo di disgusto, disorientamento e tradimento.
Perché questo accordo è un insulto alla nostra specificità?
Non possiamo e non dobbiamo tacere di fronte a questa operazione.
Le considerazioni che ci spingono alla protesta sono sotto gli occhi di tutti:
● Una firma senza mandato reale: Firmare un contratto che riguarda la totalità del comparto Difesa e Sicurezza basandosi sul consenso di una minoranza di sigle rappresentative — seppur forti di freddi numeri burocratici — significa calpestare la democrazia sindacale. Significa ignorare il dissenso della maggioranza delle sigle che vivono e respirano la quotidianità delle caserme.
● L’illusione delle risorse: Ci propinano cifre che non coprono minimamente la perdita del potere d’acquisto causata dall’inflazione degli ultimi anni. Accettare queste condizioni significa certificare il progressivo impoverimento delle donne e degli uomini in divisa.
● La svendita dei diritti e della sicurezza sul lavoro: La specificità delle Forze Armate e di Polizia non può essere liquidata con l’ennesimo compromesso al ribasso. Meritiamo tutele legali reali, coperture sanitarie adeguate e il riconoscimento del valore del nostro sacrificio, non elemosine contrattuali.Chi pensa di averci messi a tacere chiudendo in fretta e furia la partita in un pomeriggio romano ha fatto male i suoi calcoli. La Segreteria Provinciale NSC di Frosinone non si piega e non legittima questa intesa al ribasso. SVEGLIAMOCI! LA LOTTA PER LA DIGNITÀ E I DIRITTI È SOLO ALL’INIZIO.
Non c’è più spazio per l’indifferenza, per la rassegnazione o per il comodo alibi del “ci penserà qualcun altro”. Se accettiamo in silenzio questo sopruso oggi, domani non avremo più il diritto di lamentarci.
Sabato 18 luglio dobbiamo essere un fiume in piena. La manifestazione nazionale a Roma, organizzata dalle 5 sigle del “Patto per la difesa e sicurezza dei cittadini”, non è più solo una giornata di protesta: è un dovere morale per salvaguardare il futuro della nostra professione.
Ogni singola presenza in piazza a Roma sarà un segnale inequivocabile inviato a chi pensa che la nostra obbedienza coincida con il nostro silenzio. Mostriamo a tutti che le stellette hanno ancora un’anima, un orgoglio e una voce che nessuno può svendere. Ci vediamo sabato 18 luglio. Per Sora, per Frosinone, per tutti i Carabinieri d’Italia.
La Segreteria Provinciale di Frosinone, del Nuovo Sindacato Carabinieri