Nelle parole aperte e coraggiose del SIAP si ritrova quel valore profondo che soltanto chi ha scelto di servire lo Stato in uniforme può comprendere fino in fondo. Quando una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza o della Polizia di Stato interviene in una situazione critica e vede arrivare i lampeggianti di un’altra forza di polizia, non esistono più appartenenze, amministrazioni o colori diversi: esistono soltanto donne e uomini che operano insieme per proteggere la vita dei cittadini.
Lo stesso accade quando un velivolo dell’Aeronautica Militare decolla per identificare un aeromobile sconosciuto o dirottato, ovvero per garantire la sicurezza dello spazio aereo nazionale, quando una nave della Marina Militare vigila senza sosta i nostri mari e le infrastrutture strategiche, quando i militari dell’Esercito presidiano il territorio nazionale, operano nelle missioni internazionali o intervengono durante calamità naturali, terremoti e alluvioni. Le Forze Armate svolgono una missione spesso invisibile agli occhi dei cittadini, proprio perché il loro successo consiste nel prevenire le minacce prima che diventino emergenze.
Ogni giorno, ventiquattr’ore su ventiquattro, garantiscono la difesa dello Stato, la tutela dello spazio aereo, del mare e del territorio nazionale, assicurando quella sicurezza che troppo spesso viene data per scontata proprio perché costantemente garantita. In tutti questi contesti non contano le diverse uniformi, le differenti amministrazioni o le rispettive competenze: conta soltanto il dovere comune di servire il Paese e proteggere i cittadini.
È questo il significato più autentico dei cosiddetti “FRATELLI DI GIUBBA”: una fratellanza costruita sul sacrificio, sul senso del dovere e sulla disponibilità a mettere la propria vita al servizio della collettività, un legame che nessuna dinamica di tavolo contrattuale, nessuna diversa scelta sindacale e nessun differente percorso negoziale potranno mai incrinare.
Questo stesso spirito di fratellanza anima oggi la nostra risposta al SIAP.
Siamo pienamente consapevoli che le peculiarità, la storia e le dinamiche di un sindacato della Polizia di Stato, ormai maturo da decenni, siano strutturalmente diverse da quelle delle neonate Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari. Il mondo sindacale militare si trova infatti a muovere i suoi primi passi all’interno di una cornice normativa sull’agibilità sindacale che consideriamo ancora monca, fortemente limitante e priva di reali strumenti di piena pariteticità.
Il SIAP ha scelto la via della firma del rinnovo contrattuale 2025-2027, valutando responsabilmente gli avanzamenti ottenuti; noi, come APCSM del Patto, abbiamo ritenuto doveroso scegliere la via della piazza e della mobilitazione per rivendicare tutele strutturali e urgenti per il personale militare. Ma, come ha sapientemente evidenziato il Segretario Generale Giuseppe Tiani, pur potendo cambiare gli strumenti e le strategie sindacali, lo scopo supremo che ci unisce resta identico: garantire una tutela concreta alle donne e agli uomini che ogni giorno servono lo Stato, di qualsiasi uniforme essi vestano.
Il riconoscimento esplicito, da parte del SIAP, delle ragioni profonde che sono alla base della nostra mobilitazione — dall’erosione del potere d’acquisto al ritardo sulla previdenza, dalle difficoltà abitative e familiari fino ai carichi di lavoro sempre più gravosi e alla necessità di dare piena attuazione al principio di specificità — rappresenta una straordinaria dimostrazione di onestà intellettuale, maturità sindacale e lungimiranza.
Questa lettera dimostra che è possibile avere valutazioni differenti sul piano della strategia negoziale senza trasformare il confronto in contrapposizione, mantenendo sempre il rispetto reciproco e riconoscendo la dignità delle ragioni dell’altro quando l’obiettivo finale rimane la tutela del personale in uniforme.
Sabato 18 luglio, quando le piazze di Roma accoglieranno la voce composta e dignitosa delle donne e degli uomini delle Forze Armate, sapremo di non essere soli.Sapremo di avere idealmente al nostro fianco anche i colleghi della Polizia di Stato e il SIAP, che con questo gesto hanno voluto riaffermare un principio fondamentale: quando si difendono la dignità professionale, la sicurezza degli operatori, i diritti delle loro famiglie e l’efficienza delle istituzioni, le diverse uniformi non dividono, ma uniscono.
Per questo rivolgiamo al Segretario Generale Giuseppe Tiani e a tutte le donne e gli uomini del SIAP il nostro più sincero e sentito ringraziamento. Sotto uniformi diverse batte un unico grande cuore: quello di chi ha scelto di servire lo Stato e i cittadini, anteponendo ogni giorno il dovere agli interessi personali. È questa la forza che rende unito il comparto della Sicurezza e della Difesa ed è questo il messaggio più bello che accompagnerà la manifestazione del 18 luglio.
Roma, 17 luglio 2026
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