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CRONACA DI UN’ASSEMBLEA “SABOTATA”: SE IL CAMBIAMENTO FA PAURA ALLA SCUOLA ALLIEVI DI REGGIO CALABRIA

Dalla telefonata sul cellulare privato per spostare l'orario all'aula deserta, fino agli allievi impiegati come manovali a costo zero. NSC denuncia la gestione dell'istituto e l'ombra di un sistematico ostruzionismo.

REGGIO CALABRIA – Ottenere una regolare autorizzazione per un’assemblea sindacale dalla Legione Calabria, pianificare l’evento con giorni di anticipo investendo risorse, tempo ed energie, e poi trovarsi di fronte a un percorso a ostacoli che sembra uscito da un manuale di sottile ostruzionismo. È quanto accaduto alla delegazione del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) – composta dai Segretari Nazionali Michele Capece, Irene Carpanese e Antonio Parrella, e dal Segretario Generale Regionale Calabria Antonio Noè – in occasione della visita alla Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria.


Una vicenda costellata da anomalie che meritano di essere raccontate una per una, affinché il personale e l’Amministrazione sappiano chiaramente che la trasparenza e i diritti dei lavoratori non possono essere censurati.


L’antefatto: la singolare premura dal “Cellulare Privato”

Tutto ha inizio nei giorni precedenti l’assemblea, quando la Segreteria di NSC riceve una telefonata sul cellulare. Non si tratta di un numero fisso dell’ufficio, ma di un numero privato personale, seppur visibile, in uso a un Luogotenente del Nucleo Comando della Scuola. Quest’ultimo avanza una proposta a dir poco singolare, quasi commovente per la premura dimostrata: spostare l’orario dell’assemblea dalle 9:00 del mattino alle 17:00 del pomeriggio.


La motivazione ufficiale? La mattina gli allievi sono impegnati nelle prioritarie attività didattiche e formative, mentre il pomeriggio sarebbero stati molto più liberi di partecipare.
Un suggerimento totalmente paradossale, per tre motivi insindacabili.

In primo luogo, chiunque conosca la vita di una Scuola Allievi sa perfettamente che alle ore 17:00 scatta la libera uscita: pretendere che i frequentatori rinuncino al loro pochissimo tempo libero per chiudersi in un’aula rasenta l’ironia.

Secondo, a quella stessa ora del pomeriggio era già fissata e autorizzata l’assemblea di un’altra sigla sindacale: proporre a NSC di sovrapporsi significava, nei fatti, azzerare e vanificare l’azione sindacale della nostra sigla.
Terzo, e ancora più clamoroso: gli allievi hanno già prestato solenne Giuramento lo scorso 5 giugno. È un dato risaputo e pacifico che, negli ultimissimi giorni di scuola successivi al giuramento, con gli esami ormai terminati, non vi siano più attività didattiche o formative in corso, e che i frequentatori si preparino sostanzialmente solo a partire per le rispettive destinazioni in tutta Italia.

Quali fossero queste misteriose e improrogabili “attività formative” della mattina, lo abbiamo scoperto solo una volta varcato il cancello dell’istituto.
Naturalmente, NSC ha rifiutato l’invito al trasloco d’orario, confermando l’appuntamento delle ore 9:00.
Benvenuti a Reggio Calabria: il “tour” a vuoto e l’aula deserta.
Se la telefonata non ha funzionato, l’accoglienza in loco ha seguito lo stesso spartito. Al loro arrivo alla Scuola Allievi, i rappresentanti di NSC si sono trovati nel più totale abbandono istituzionale: nessun militare preposto ad accoglierli, nessun addetto a indicare l’aula o ad accompagnare la delegazione.
In una struttura monumentale qual è la Scuola di Reggio Calabria – un comprensorio immenso fatto di viali, piazze, blocchi di edifici e diramazioni – i dirigenti sindacali hanno dovuto girare a vuoto per quasi un’ora prima di riuscire a individuare il locale assegnato.
Raggiunta finalmente l’aula, lo scenario era spettrale: il deserto assoluto. Il Comandante della Prima Compagnia della Scuola, presente sul posto, è rimasto in silenzio, incapace di fornire una qualsiasi utile spiegazione logica o amministrativa sulla totale assenza degli allievi.
Un contrasto stridente e imbarazzante se paragonato al “tutto esaurito” registrato solo pochissimi giorni fa, con tanto di trionfali resoconti sui social network, da un’altra sigla sindacale all’interno della stessa identica aula.
La verità degli allievi: censura e lavoro di manovalanza
Com’è stato possibile un simile blackout partecipativo? La risposta è arrivata direttamente da alcuni allievi che la delegazione ha fermato e interpellato specificamente nei viali della scuola. I ragazzi sono caduti dalle nuvole: la locandina di NSC non era mai stata divulgata, la comunicazione interna era stata omessa e nessuno di loro era stato minimamente informato dello svolgimento dell’assemblea.
Ma la risposta visiva alle nostre domande doveva ancora palesarsi. Proprio mentre i dirigenti sindacali si trovavano all’interno di quell’aula deserta, lo sguardo è caduto all’esterno. Un nutrito gruppo di allievi era impegnato in attività tutt’altro che scolastiche. In divisa da ordine pubblico, ma privi di idonei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e senza la supervisione di personale tecnico preposto, i ragazzi stavano svolgendo un vero e proprio lavoro di manovalanza: svuotare un magazzino della Scuola.
Nessun bagaglio personale in vista della futura partenza, sia chiaro. Gli allievi facevano la spola avanti e indietro trasportando pile di libri, ventilatori, sedie, ripiani e svuotando intere scaffalature di proprietà dell’istituto.
A questo punto le domande nascono spontanee e pretendono una risposta pubblica:


1. Gli allievi erano davvero impossibilitati a partecipare la mattina per impegni del corso, o l’Amministrazione ha preferito utilizzarli come manovalanza per risparmiare sui costi delle ditte esterne e del personale esterno non preposto a quegli specifici lavori?
2. Questi lavori di sgombero locali sono stati ordinati con precisa e scientifica tempistica per far sì che l’aula di NSC rimanesse vuota, impedendoci di incontrare i colleghi?


Il quadro generale: ostruzionismo e disparità


Il Nuovo Sindacato Carabinieri, in particolar modo nel territorio calabrese, sta registrando una serie di sistematiche e preoccupanti azioni ostruzionistiche.
Mentre a NSC viene applicata una censura di fatto, nascondendo le comunicazioni sindacali, ci giunge notizia che all’interno della stessa Scuola Allievi alcuni frequentatori sarebbero stati persino incaricati di girare per le compagnie a raccogliere le iscrizioni porta a porta per conto di un’altra sigla sindacale (di cui per eleganza non facciamo il nome). Una disparità di trattamento macroscopica che viola i più elementari principi di neutralità dell’Amministrazione.
Ricordiamo fermamente che:
La libertà sindacale e il diritto di assemblea sono tutelati dalla Legge n. 46/2022 e dai decreti attuativi. L’ostruzionismo informativo configura una condotta antisindacale grave.
• L’impiego degli allievi in mansioni di pura manovalanza esula totalmente dalle finalità addestrative, esponendo l’Amministrazione a precise responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).


Perché tutto questo ci rende orgogliosi
A dire il vero, davanti a queste scene, l’amarezza lascia subito il posto a un sorriso e a un profondo senso di orgoglio. Chi viene ostruito, ostacolato e zittito in questo modo è proprio chi fa paura. Fa paura chi dice la verità, chi si muove concretamente per rivoluzionare sistemi che qualcuno vorrebbe mantenere fossilizzati per sempre.


L’ostruzionismo della Scuola Allievi di Reggio Calabria è la prova scientifica che i vertici e i vecchi meccanismi gestionali temono chi denuncia le violazioni di leggi e di diritti, temono chi non ha paura di affrontare l’Amministrazione o qualsiasi altro ente a viso aperto e con la forza della norma in mano. Non si vuole consentire voce e pubblico a un sindacato come NSC perché si ha il terrore che possa smuovere le coscienze dei giovani carabinieri. Ebbene, vi diamo una notizia: ci riusciremo comunque.


Invitiamo tutti gli allievi del corso di Reggio Calabria a esercitare il proprio spirito critico. La curiosità e la tutela dei vostri diritti non possono essere messe in quarantena.

Visita il sito ufficiale del Nuovo Sindacato Carabinieri


Rompete il muro della disinformazione visitando il nostro sito web ufficiale e i canali social di NSC. Lì potrete trovare tutto quello che qualcuno ha cercato di non farvi ascoltare: gli sviluppi sulla contrattazione in Pubblica Funzione, i diritti economici legati al FESI, le tutele nel procedimento disciplinare e la nostra proposta di legge per la sicurezza dei lavoratori in divisa.
Noi non ci fermiamo. Il cammino verso il reale cambiamento della nostra istituzione è appena iniziato.


La Segreteria Nazionale NSC Michele Capece, Irene Carpanese, Antonio Parrella.
La Segreteria Generale Regionale Calabria NSC Antonio Noè.

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“Superamento dell’atto dovuto”, il Nuovo Sindacato Carabinieri deposita in Cassazione una proposta di Legge di iniziativa popolare

Un momento storico per la tutela del personale in divisa e per l’intero Comparto Sicurezza e Difesa.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri annuncia il deposito ufficiale, avvenuto venerdì 19 settembre, presso la Corte Suprema di Cassazione, della sua proposta di Legge di iniziativa popolare intitolata “Superamento dell’atto dovuto”.
La proposta è stata inserita nell’edizione della Gazzetta Ufficiale di sabato 20 settembre.

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