È stato reso noto il dispositivo della Sentenza della Suprema Corte, con il quale è stata annullata la condanna a 6 mesi di reclusione militare, inflitta dal Tribunale Militare di Roma che venne poi confermata dalla Corte Militare di Appello.
I fatti risalgono al mese di novembre 2021, durante una visita sindacale del Segretario Zetti, alla stazione carabinieri di Talla, comandata dal Segretario Regionale di NSC. Il sindacalista era stato accusato e poi condannato, per la presunta disobbedienza al Comandante Provinciale di Arezzo, Colonnello Franzese e per la presunta diffamazione nei confronti di due delegati Cobar presenti sul posto, di cui uno rivestiva anche il doppio cappello di Segretario Regionale di altra sigla sindacale.
“Non ho mai dubitato della Giustizia e ho sempre affermato la mia innocenza” -dichiara Massimiliano Zetti -. “Questa sentenza, che è la conseguenza dell’immane lavoro e la magistrale difesa del Capo Ufficio Legale di NSC, Prof. Avv. Michele Dulvi Corcione, legale e grande giurista che raccoglie successi su successi, che annulla anche le statuizioni civili, fa sicuramente giustizia di ciò che ho subito, però mi lascia l’amaro in bocca.
Collateralmente a questa vicenda sono stato sanzionato disciplinarmente con 21 giorni di consegna, che adesso dovranno essere rivalutati con istanza di riapertura dei procedimenti. Sono sempre stato sereno nell’affrontare questa lunga vicenda penale e disciplinare, sia perché mi ritenevo innocente, come è stato riconosciuto, sia perché ho un carattere forte improntato alla difesa dei diritti e dei principi, per cui non ho avuto nulla da temere, anche da chi aveva inteso utilizzare lo strumento della disciplina Militare, come una clava nei miei confronti.
Penso però ai colleghi che si dovessero ritrovare in situazioni come la mia; esposti a una pressione psicologica, alle ripercussioni economiche e sulla carriera. Quanti avrebbero retto a simili pressioni?
Il Nuovo Sindacato Carabinieri