Si è concluso il secondo incontro per la contrattazione del FESI, ma definirlo “contrattazione” richiede uno sforzo di fantasia che non ci appartiene. Se la contrattazione è, per definizione, il luogo del confronto e della sintesi tra parti, quello a cui abbiamo assistito somiglia più a un copione già scritto, dove i margini di manovra sono confinati a qualche comparsata di contorno.
Un tavolo o una platea?
La delegazione del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), rappresentata dai Segretari Nazionali Irene Carpanese e Antonio Parrella, ha depositato una piattaforma chiara per la valorizzazione della professionalità e il ristoro del disagio, per numerose tipologie di servizio. Tra le tante, che si possono approfondire nella nostra piattaforma, abbiamo chiesto risposte per chi opera in regime di Pronto Intervento (Radiomobili, Tenenze, Stazioni, per cui il servizio è particolarmente soggetto a rischi, fisici e giudiziari), per chi presidia le Sedi Disagiate e le Isole Minori (unici presidi dello stato nelle aree più emarginate, dove i carabinieri vivono in isolamento non solo personale-infrastrutturale, ma anche tattico e operativo senza possibilità di rinforzi), per i Comandanti Interinali, che assumono oneri e responsabilità identici ai titolari, e per chi subisce il Cambio Turno come costante stravolgimento della vita privata, fermo restando che NSC continuerà ad insistere affinché questa indennità sia strutturata sul contratto di lavoro, discutendola quindi in sede di Funzione Pubblica.
Tante idee, tanto studio, tante richieste dei nostri iscritti messe su carta e portate al tavolo della contrattazione, eppure, l’impressione è quella di una “concertazione blindata”, dove le decisioni sembrano scaturire da equilibri pregressi tra l’Amministrazione e chi preferisce la rassegnazione al confronto.
L’insulto alla rappresentanza
Durante l’esposizione delle nostre istanze, abbiamo dovuto ascoltare un’affermazione sbigottita: “Voi in distacco sindacale lavorate per il sindacato, non per i Carabinieri”. Questa provocazione offende non solo i dirigenti di NSC, ma ogni singolo Carabiniere che rappresentiamo. Se il distacco è lo strumento legislativo che permette di tutelare — con competenza tecnica e normativa — i diritti di chi è in strada, chi sarebbe il nostro “datore di lavoro” se non il collega? Mettere in dubbio questo legame significa considerare il sindacato un’azienda privata ed è un alibi inaccettabile per non rispondere nel merito alle nostre proposte.
La “trappola” dei 10 mesi e il ricatto dello straordinario
C’è un dato che i colleghi devono ricordare: l’anno scorso le sigle maggioritarie hanno portato e firmato la modifica della soglia di servizio (da 6 a 10 mesi) per beneficiare interamente del FESI. Abbiamo chiesto i numeri: oggi tra i 20.000 e i 25.000 Carabinieri sono rimasti esclusi dal beneficio pieno. Questi colleghi non servono all’efficienza dell’Amministrazione? Chi è in convalescenza per causa di servizio, chi assiste familiari con la Legge 104, chi usufruisce di permessi studio, è forse un Carabiniere di serie B? La soglia storica dei 6 mesi era l’unico equilibrio dignitoso tra presenza e professionalità.
La risposta dell’Amministrazione al tavolo è stata agghiacciante: “Se uno vuole arrivare ai 10 mesi, basta che faccia straordinario”. Ecco svelato il fine: tenere i Carabinieri sotto scacco. Si pretende che il personale colmi le lacune di un sotto organico gravoso regalando ore di vita privata per poter “meritare” una briciola di FESI.
Un sistema che non ci appartiene
Questo modo di procedere, questo “teatrino” della concertazione, non si addice e non si addirà mai al Nuovo Sindacato Carabinieri. È un’offesa ai colleghi che ogni giorno onorano la divisa tra mille difficoltà e che oggi si vedono presentare un conto che non tiene conto della loro realtà.
Speriamo che i Carabinieri sappiano valutare con attenzione queste dinamiche e decidano con consapevolezza a quale sigla riporre la propria fiducia. Noi non siamo qui per assecondare il sistema, ma per scardinarlo quando calpesta la dignità del personale.
Leggi e scarica la piattaforma qui:
Irene Carpanese e Antonio Parrella, Segretari Nazionali del Nuovo Sindacato Carabinieri