Ancora una significativa vittoria del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) nella difesa dei diritti dei militari e della correttezza delle procedure di valutazione della carriera.
Con ordinanza n. 1450 del 6 marzo 2026, la Sezione I bis del TAR del Lazio, accogliendo il ricorso promosso con il patrocinio degli avvocati Liliana Farronato e Stefano Mosillo, ha censurato la prassi di dichiarare l’inidoneità all’avanzamento per anzianità al grado superiore sulla base della sola presenza di una sanzione disciplinare di corpo, senza alcuna reale valutazione della complessiva posizione professionale del militare interessato.
Il Tribunale amministrativo ha chiarito che un simile approccio si traduce in un inammissibile automatismo punitivo, in contrasto con i principi di ragionevolezza e di adeguata motivazione dell’azione amministrativa. In particolare, il Collegio ha evidenziato il rischio di “applicazione di un automatismo espulsivo per la mera presenza di un qualsiasi provvedimento disciplinare, senza un riferimento specifico ai fatti storici sanzionati, alla loro epoca, al disvalore che essi assumerebbero nel complessivo esame della carriera del valutato e, non ultimo, senza distinzione tra sanzioni di corpo e di stato”.
Si tratta di un principio di fondamentale importanza per tutti i militari: la carriera non può essere compromessa da valutazioni superficiali o meramente formali, ma deve essere esaminata nella sua interezza, tenendo conto del percorso professionale, dell’esperienza maturata e dell’effettivo rilievo degli eventuali precedenti disciplinari.
Proprio in considerazione della gravità delle conseguenze che un giudizio di inidoneità produce sulla vita professionale del militare, il TAR ha disposto il riesame della posizione, imponendo all’Amministrazione di procedere a una nuova e più approfondita valutazione, adeguatamente motivata.
Il Collegio ha quindi ordinato al Presidente della Commissione di Valutazione e Avanzamento del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, o a un suo delegato, di provvedere al riesame entro 45 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza.
Questa decisione rappresenta un’ulteriore conferma della fondatezza delle battaglie portate avanti dal Nuovo Sindacato Carabinieri, che continuerà con determinazione a vigilare affinché i diritti dei militari siano pienamente rispettati e le procedure di valutazione della carriera siano improntate a criteri di trasparenza, equità e legalità.
Nuovo Sindacato Carabinieri