La Segreteria Regionale Lombardia del Nuovo Sindacato Carabinieri esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del giovane collega in servizio a Mantova.
È l’ennesima vita spezzata, un altro servitore dello Stato che ha scelto di congedarsi dal mondo nel silenzio di un’indifferenza che si fa ogni giorno più assordante. Soltanto pochi giorni fa, il Capo dello Stato ha affermato che “ogni suicidio di un detenuto in carcere è una sconfitta per lo Stato”. Noi rivolgiamo quelle stesse, pesanti parole a ogni singola divisa che decide di compiere l’estremo gesto.
Un giovane di soli 27 anni non dovrebbe mai avere l’esistenza oscurata da simili pensieri; a quell’età si ha il diritto di guardare al futuro con l’entusiasmo e le prospettive che ogni vita merita. Affrontare questi temi è complesso e doloroso, ma è un atto di responsabilità non più rimandabile. Chiediamo con fermezza che l’Amministrazione affronti il fenomeno del disagio in modo granitico, superando la logica delle mere statistiche o del cordoglio di facciata sui social.
Rivendichiamo dignità, rispetto e, soprattutto, il diritto alla vita per ogni operatore. Mentre alla famiglia del giovane collega resta oggi un dolore incolmabile, a noi rimane un interrogativo che scuote le coscienze: avremmo potuto fare qualcosa?
Il Nuovo Sindacato Carabinieri continuerà a battersi affinché l’ascolto e il sostegno diventino pilastri reali della nostra istituzione, perché solo attraverso un vero cambiamento culturale potremo onorare la memoria di chi non c’è più.
La Segreteria Regionale Lombardia del Nuovo Sindacato Carabinieri