Siamo furiosi.
Siamo stanchi.
E soprattutto siamo inermi davanti a uno Stato che continua a chiedere sacrifici alle Forze dell’Ordine senza garantire tutele reali.
L’ennesimo gravissimo episodio avvenuto a Corigliano-Rossano, dove due militari della Sezione Radiomobile sono stati volontariamente investiti da un soggetto che ha ignorato l’alt.
In questo caso, non si parla di “resistenza”, non si parla di “incidente” : si tratta di un atto criminale consapevole, di una violenza diretta contro lo Stato e contro uomini in divisa lasciati troppo spesso soli.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri esprime piena, totale e incondizionata vicinanza ai colleghi della Sezione Radiomobile di Corigliano-Rossano, augurando loro una pronta guarigione e garantendo sostegno sindacale, umano e legale senza se e senza ma.
La nostra solidarietà va anche alle loro famiglie e a tutti i colleghi del Reparto, costretti ogni giorno a lavorare in condizioni di stress, rischio e abbandono istituzionale.
Diciamolo chiaramente, I carabinieri non sono carne da macello, non sono bersagli mobili, non sono lavoratori sacrificabili sull’altare dell’impunità.
Ogni volta che un Angelo della strada viene aggredito, investito o ferito in servizio, qualcuno ha fallito: la politica, il legislatore, lo Stato.
Perché chi indossa una divisa continua a operare con norme inadeguate, pene ridicole per gli aggressori e tutele insufficienti per chi rischia la vita.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri pretende, non chiede:
• pene drasticamente più severe e certe per chi aggredisce le Forze dell’Ordine, senza sconti, attenuanti o scorciatoie giudiziarie;
• il riconoscimento dell’investimento volontario di un militare come atto di violenza aggravata contro lo Stato, con conseguenze penali immediate;
• tutela operativa reale, mezzi adeguati, strumenti normativi chiari e protezioni concrete per chi lavora su strada;
• assistenza totale ai colleghi feriti, senza costringerli a elemosinare diritti che dovrebbero essere automatici.
Non accetteremo più comunicati di circostanza, pacche sulle spalle o solidarietà a parole.
Ogni aggressione non contrastata con fermezza rafforza l’idea che colpire un carabiniere sia possibile, conveniente e quasi impunito.
Se lo Stato non reagisce con decisione, il problema non è più la criminalità, ma la resa delle istituzioni.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri non farà passi indietro.
Difendere i colleghi significa alzare la voce, anche quando dà fastidio.
E continueremo a farlo finché chi indossa una divisa non tornerà ad essere rispettato, protetto e tutelato come merita.
Colgo l’occasione per sottoporre all’attenzione della cittadinanza l’importanza di aiutarci a sottoscrivere la nostra proposta di legge per la modifica dell’atto dovuto: basta digitare “Nuovo Sindacato Carabinieri” e troverai il link.
Antonio Noè, commissario straordinario del Nuovo Sindacato Carabinieri Regione Calabria
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