Le agenzie di stampa battono in queste ore la notizia della condanna a tre anni di reclusione inflitta a un nostro commilitone. I fatti risalgono al 20 settembre 2020 quando, durante un intervento per un furto in corso, il militare fu costretto a fare uso dell’arma d’ordinanza per respingere una violenta aggressione, evento che portò al decesso dell’aggressore.
“È amaro e paradossale che proprio oggi, nella giornata in cui celebriamo il Tricolore, giunga una simile condanna per un Servitore dello Stato che a quella bandiera ha prestato giuramento,” dichiara Ilario Castello, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC). “È inaccettabile che ancora oggi molti colleghi dell’Arma e dell’intero comparto debbano affrontare calvari giudiziari e condanne per aver semplicemente svolto il proprio dovere in contesti critici.
“Il sindacato sottolinea come l’attuale sistema lasci troppo spesso gli operatori soli davanti alle responsabilità operative. “Torniamo a chiedere con forza rispetto e, soprattutto, tutele legali e operative concrete. Non si può continuare a ignorare il crescente malcontento e il senso di insicurezza che serpeggia tra chi indossa una divisa.”
“Chiediamo alla politica di farsi carico finalmente di questa istanza,” conclude Castello. “Serve un segno tangibile di vicinanza e riconoscimento nei confronti delle Forze dell’Ordine. Solo così potremo dare un senso reale e profondo alla ricorrenza del 7 gennaio, trasformandola da celebrazione formale a sostegno concreto per chi garantisce la sicurezza dei cittadini.”
Ilario Castello, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri