Incubo dei latitanti, ombre che si muovono silenziosamente nell’Aspromonte, nelle Barbagie, sui Nebrodi e sul Gargano.
Gli Squadroni Eliportati Carabinieri Cacciatori (Sardegna, Calabria, Sicilia e Puglia) rappresentano una delle punte di diamante della nostra Istituzione.
Un Reparto ibrido, capace di coniugare le tecniche di Polizia giudiziaria più raffinate con un addestramento di stampo militare d’élite: infiltrazione, ricognizione speciale, capacità di sopravvivenza in ambienti ostili.
Tuttavia, dietro il mito del “Basco Rosso” e le brillanti operazioni che riempiono le pagine di cronaca, si nasconde una realtà amministrativa che non rende giustizia al sacrificio di questi colleghi.
I Cacciatori operano in completo isolamento logistico, spesso per lunghe ore consecutive, in qualsiasi condizione meteorologica, effettuando attività ad alto rischio come il Fast-Rope, l’aviotrasporto e le discese in corda, eppure le loro opportunità retributive e di carriera sono appiattite da un’ordinarietà che non restituisce il giusto prestigio della loro specificità.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri riconosce in loro un’eccellenza che deve essere valorizzata e non trattata come “routine” e per tale motivo lancia oggi una piattaforma di rivendicazione specifica con l’obiettivo di conquistare il giusto riconoscimento per questa categoria di professionisti.
Piattaforma che, in fase di attivazione, di si compone di tre interventi distinti e individuati per area:
- SPECIFICITÀ ECONOMICA E PREVIDENZIALE: non è accettabile che un Reparto che svolge attività volativa e operativa ad alto rischio non abbia un’identità pensionabile analoga a quella di Cinofili, Artificieri o del 66° Rgt. Aeromobile Trieste.
Chiederemo l’applicazione di indennità operative equiparate (percentuale del 20% su tabella base), riconoscendo formalmente la natura usurante del servizio Cacciatori.
Ulteriormente, bisogna prevedere l’applicazione di un riconoscimento economico, rapportato alla particolare specificità e sicuramente superiore all’attuale quota FESI di circa 29€ lordi mensili. - “PARADOSSO MATEMATICO” DEL CONCORSO VICE BRIGADIERI: abbiamo rilevato un errore tecnico inaccettabile nei concorsi interni.
Attualmente, per raggiungere il punteggio massimo previsto per i titoli (2000 punti), un Appuntato Scelto dovrebbe maturare 33 anni di servizio nel grado, proiettando la fine della carriera a 48 anni di servizio effettivo. NSC interverrà presso l’Ufficio Legislazione per correggere questa stortura matematica che danneggia le legittime aspettative di carriera dei colleghi, chiedendo inoltre un punteggio specifico per chi ha svolto incarichi di Comandante di Squadra. - TUTELA DELLA PROFESSIONALITÀ (REIMPIEGO E MOBILITÀ): l’Amministrazione dell’Arma dei Carabinieri investe somme ingenti per addestrare un Cacciatore. Disperdere questo patrimonio è uno spreco. Chiederemo:
- Il reimpiego garantito al reparto dopo il corso Vice Brigadieri, come già avviene per il 7° e 13° Reggimento, paracadutisti Tuscania, operatori GIS, Cinofili, Artificieri.
- L’abbattimento del limite di età (40 anni) per l’accesso alle SOS se il militare proviene dai Cacciatori ed è già qualificato API.
- La gestione oculata delle missioni estere, evitando di impiegare personale altamente specializzato in compiti di routine generica.
UN IMPEGNO CONCRETO
Ai colleghi Cacciatori diciamo: il vostro lavoro silenzioso garantisce la sicurezza delle aree più difficili del Paese.
È il momento che il Sindacato faccia “rumore” per voi.
NSC porterà queste istanze sui tavoli del Comando Generale e della contrattazione con il Governo, forte della logica e delle aspettative professionali da raggiungere a cui voi stessi ambite.
La valorizzazione della specificità non è un privilegio, è un atto di giustizia.
Michele Capece, segretario generale vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri