I giornali odierni fotografano un’Italia in emergenza criminale.
Dagli articoli di diverse testate giornalistiche nazionali emerge un quadro inquietante: omicidi brutali, aggressioni a colpi di forbici, accoltellamenti di minori, accoltellamenti di poliziotti e di un dipendente delle Ferrovie dello Stato e, non ultimo, l’inquietante atto intimidatorio a Pagani, dove l’auto di un carabiniere è stata data alle fiamme.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) non può più accettare che l’attenzione della politica sia rivolta quasi esclusivamente alla difesa dei confini esterni o agli scenari internazionali, ignorando che la vera guerra per la legalità si combatte ogni giorno nelle nostre strade, con armi sproporzionate e tutele inesistenti.
DIFESA INTERNA: INVESTIMENTI E ORGANICI
I dati del Viminale di fine 2025 mostrano segnali contrastanti, ma la percezione di insicurezza dei cittadini è ai massimi storici : oltre il 26% delle famiglie si sente a rischio.
Nonostante le 37.000 assunzioni sbandierate, il turn-over non copre i vuoti organici che rendono le nostre pattuglie esigue e spesso incapaci di garantire una reazione tempestiva.
Il Governo deve capire che senza investimenti massicci sulla difesa interna, intesa come uomini, mezzi e tecnologie, il controllo del territorio resterà un miraggio.
DIGNITÀ SALARIALE E RISCHIO PROFESSIONALE
Non è più tollerabile che un operatore che rischia la vita quotidianamente percepisca uno stipendio che non gli permette di vivere con dignità.
La carenza di candidature nei recenti concorsi è il segnale d’allarme: fare il carabiniere non è più un’aspirazione se il rischio non è minimamente parametrato alla retribuzione.
Chiediamo contratti che riconoscano la specificità del nostro lavoro.
LA PIAGA “ATTO DOVUTO”: FIRMATE LA NOSTRA LEGGE POPOLARE
L’episodio del collega di Pagani o i fatti di Milano dimostrano che le Forze dell’Ordine operano con “il freno a mano tirato”.
Ogni volta che un operatore è costretto all’uso legittimo della forza per reprimere un reato, si ritrova solo davanti a un calvario giudiziario che inizia con il cosiddetto “atto dovuto”.
- La nostra proposta: stiamo raccogliendo le firme per una Legge di Iniziativa Popolare (scadenza 28 marzo 2026) che tuteli finalmente chi difende lo Stato.
- Obiettivo: porre le spese di difesa a carico dell’Amministrazione e garantire che il personale non venga iscritto nel registro degli indagati per il solo fatto di aver compiuto il proprio dovere in situazioni critiche, salvo dolo o colpa grave accertata.
Le Forze dell’Ordine non chiedono “scudi penali”, ma la certezza che lo Stato non le abbandoni un istante dopo aver chiesto loro di intervenire.
Se il Governo non darà risposte concrete su organici, stipendi e tutele legali, la recrudescenza criminale continuerà a dilagare, e la reazione dello Stato sarà sempre più debole.
La Segreteria Nazionale Nuovo Sindacato Carabinieri