ROMA – Non può esserci merito senza equità, né carriera senza certezze. Il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) alza la voce contro quella che appare come una “lotteria delle carriere” che sta colpendo centinaia di Marescialli Maggiori dell’Arma. Con una nota densa di rilievi tecnici indirizzata al Ministro della Difesa e a PERSOMIL, NSC ha denunciato l’irragionevole esclusione di una parte del personale dall’aliquota per Luogotenente del 31 dicembre 2025.
I “Dati di Fatto”: Una Commissione, due destini L’analisi tecnica condotta dal sindacato svela un paradosso burocratico. Per l’aliquota del 31/12/2019, la Commissione ha valutato i Marescialli Capo con decorrenze 2009, 2010 e 2011. Tuttavia, l’applicazione delle norme transitorie ha creato una spaccatura:
- I “Privilegiati” dalla norma: Chi è rientrato nei quadri ordinari (artt. 1-2-3 del decreto) beneficerà della promozione a Luogotenente dopo soli 6 anni (ex art. 2253-bis, comma 9-quinquies).
- I “Penalizzati” dal regime: I colleghi con decorrenza 2011 (due terzi) e 2010 (la metà), promossi in coda ex art. 2252 comma 9-quater, e i decorrenza 2012 promossi con l’aliquota straordinaria 1/1/2020, vengono invece “congelati” per 7 anni.
“Siamo di fronte a colleghi valutati dalla medesima commissione e con le medesime anzianità, divisi da un muro burocratico che ne rallenta la crescita” – commenta NSC.
Grado e parametro: Il diritto a uno stipendio dignitoso Per NSC, ogni grado non è solo una mostrina, ma un riconoscimento economico essenziale. Il passaggio a Luogotenente garantisce un aumento del parametro stipendiale: una boccata d’ossigeno necessaria per affrontare il carovita. Negare o ritardare ingiustamente questo passaggio significa privare il Carabiniere di risorse spettanti per il proprio sostentamento e quello della propria famiglia.
L’ipoteca sulla pensione: Il danno al montante contributivo Ma la vera battaglia è sul futuro. In un sistema pensionistico contributivo, il tempo è denaro. Ritardare di un anno il raggiungimento di un parametro superiore significa versare contributi più bassi per dodici mesi. Questo ritardo “ruba” letteralmente quote di pensione futura, mortificando un trattamento previdenziale già oggi fragile. Chi serve lo Stato non può essere condannato a una vecchiaia meno dignitosa a causa di un’interpretazione restrittiva delle norme.
La richiesta di NSC: Ripristinare l’equità NSC non resterà a guardare. Abbiamo chiesto ufficialmente a PERSOMIL di riesaminare i criteri dell’aliquota 31.12.2025, estendendo il requisito dei 6 anni a tutti coloro che, per status e valutazione, meritano di avanzare al pari dei propri colleghi.
Il sindacato è pronto a tutelare i diritti di ogni iscritto in ogni sede, perché la carriera di un Carabiniere non può dipendere da un “comma” interpretato male, ma deve riflettere la professionalità e il sacrificio profuso in servizio.
La Segreteria Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri