Milano zona franca. Nsc: «Organico carente. I pochi carabinieri in strada rischiano il doppio»

«Potrebbe sembrare esagerato, ma non lo è affatto. Milano oramai è zona franca e ad attestarlo sono i dati incontrovertibili degli eventi delittuosi di estrema gravità verificatisi anche di recente, che denotano un vero e proprio allarme sicurezza nella città e in periferia al quale, un comparto sicurezza e difesa al collasso e con una evidente carenza di organico, non riesce a far fronte. Il numero di militari impiegato nel servizio controllo del territorio, appare insufficiente e quei pochi Carabinieri in prima linea, su strada ogni giorno, rischiano il doppio».

Lo rende noto la segreteria provinciale di Milano del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC).

«Gli eventi sono tantissimi: accoltellamenti, guerre tra gruppi rivali per la contesa delle piazze di spaccio, baby gang, non ultimo l’episodio diventato virale in cui un gruppo di ragazzi tenta di sottrarre l’arma a un agente di polizia locale. La lista è lunga – insiste la segreteria – e basta sfogliare i quotidiani per rendersene conto, così come è evidente che la maggior parte dei protagonisti di questi eventi criminosi operano nella convinzione di poter delinquere perché tanto resteranno impuniti, senza alcun rispetto per chi indossa la divisa e, quindi, rappresenta lo Stato. In ragione di ciò – prosegue – riteniamo necessario sensibilizzare fermamente tutte le Istituzioni preposte e, in particolare, l’Arma dei Carabinieri, affinché siano destinate adeguate tutele ai cittadini e a quei pochi militari ogni giorno in prima linea in un clima in cui dilaga la malavita e l’utilizzo di armi, come pistole, coltelli e machete. Occorre rivalutare la situazione e intervenire per migliorare gli equipaggiamenti, introducendo regole di ingaggio idonee che permettano al personale impegnato su strada di poter operare in sicurezza e, non meno importante, rafforzare quei reparti che risentono in maniera evidente la carenza di personale.  Come Nuovo Sindacato Carabinieri – conclude – ci facciamo parte attiva con l’Amministrazione in un’ottica di collaborazione tesa a migliorare il benessere dei colleghi, specialmente con riguardo a quei militari spesso indotti o obbligati al “doppio turno” o a sostenere turni estenuanti che si protraggono ben oltre l’orario di lavoro giornaliero o costretti a rinviare il diritto di fruire del giorno di riposo ad una cadenza che va ben oltre quella settimanale».

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