La Segreteria Provinciale di Napoli del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), alla luce dei fatti gravissimi che si sono verificati nella giornata odierna, nel quartiere Montesanto, esprime profonda preoccupazione per l’andamento dei fenomeni delinquenziali nell’area metropolitana di Napoli. Alla luce dei dati consolidati relativi all’anno 2025, appare evidente che la percezione di una “riduzione formale” dei reati generali non corrisponde a una reale pacificazione del territorio, bensì a una mutazione profonda, e per certi versi ancora più insidiosa, della criminalità.
Per queste ragioni, rivolgiamo un appello urgente e formale al Governo e al Ministero dell’Interno affinché valutino la possibilità di potenziare la presenza di sicurezza nella provincia di Napoli con l’invio di un numero di Carabinieri che possa contrastare l’escalation attuale. Riteniamo opportuno una consistenza di almeno 300 ulteriori unità, indispensabili per potenziare il controllo del territorio nell’intera provincia , garantendo cosi la sicurezza dei cittadini e tutelando allo stesso tempo l’incolumità del personale già in servizio, oggi sottoposto a turni logoranti.
L’analisi dei dati del 2025 mostra una criminalità che muta ma non arretra. Infatti, i dati emersi nell’ultimo anno delineano un quadro in chiaro scuro che richiede un’interpretazione rigorosa, atteso che si sono registrati 32 omicidi volontari e un calo dei conflitti armati “tradizionali” (le storiche faide di camorra), ciò non significa che i clan siano stati sconfitti. Al contrario, la criminalità organizzata ha scelto strategicamente di abbassare il livello dello scontro di sangue in strada per evitare la pressione mediatica e delle forze dell’ordine, concentrando le proprie energie sul fronte economico, del narcotraffico e delle estorsioni. Napoli è infatti al 1° posto assoluto in Italia per estorsioni con ben 958 denunce, segno di un controllo asfissiante sul tessuto commerciale.
É emersa anche un’emergenza drammatica dei femminicidi, tanto evidente che la violenza di genere si pone in netta e dolorosa controtendenza rispetto al calo di altri reati. Nei primi dieci mesi del 2025 si sono registrati 7 femminicidi (rispetto a un solo caso nello stesso periodo del 2024), accompagnati dal dato inquietante dell’overkilling (l’accanimento efferato sulla vittima) che ha riguardato oltre il 22% dei casi a livello nazionale.
L’esplosione della criminalità minorile nel 2025 ha confermato la centralità dell’emergenza legata alle baby-gang. La Procura e il Tribunale per i Minorenni segnalano un uso diffuso e allarmante di armi bianche tra i giovanissimi, con l’abbassamento dell’età media dei responsabili di reati violenti e rapine, ormai concentrata nella fascia tra i 14 e i 16 anni. Le zone della movida e le periferie sono teatro di continui accoltellamenti e risse.
I reati predatori e violenti, nonostante un calo generale delle denunce del 4,55%, Napoli resta al 13° posto in Italia nella classifica generale della criminalità. I numeri parlano da soli: 2.737 rapine (6° posto nazionale), 3.566 lesioni dolose, 94 tentati omicidi e ben 61.914 furti.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri ritiene che, per arginare questa deriva, l’azione repressiva debba essere strutturale, continuativa e supportata da adeguate risorse umane. Non bastano più i “piani straordinari” temporanei; servono interventi mirati su tre direttrici fondamentali:
1) Controllo capillare del territorio contro estorsioni e reati predatori: L’invio dei 300 nuovi Carabinieri richiesti è una precondizione necessaria per incrementare le pattuglie appiedate e radiomobili sia nelle periferie degradate che nei centri storici. La presenza visibile e costante dello Stato è l’unico deterrente efficace contro le 2.737 rapine e il racket delle estorsioni, restituendo fiducia ai commercianti e ai cittadini che oggi rinunciano persino a denunciare.
2) Il contrasto alla criminalità minorile nelle zone della movida e nelle periferie, con l’abbassamento dell’età dei criminali (14-16 anni) e l’uso dei coltelli richiedono una presenza fissa delle forze dell’ordine nei luoghi di aggregazione giovanile. Nuove risorse umane permetteranno l’istituzione di presidi dinamici capaci di intercettare il fenomeno delle baby-gang prima che le risse sfocino in tentati omicidi o lesioni gravi.
3) Sarebbero auspicabili task force dedicate per la violenza di genere, atteso che, di fronte al dramma dei femminicidi e dei maltrattamenti in famiglia, il personale dell’Arma necessita di unità dedicate esclusivamente alla prevenzione, al monitoraggio dei soggetti sottoposti a misure cautelari e alla gestione tempestiva dei “Codici Rossi”, un carico di lavoro che con gli organici attuali rischia di diventare insostenibile.
«I Carabinieri di Napoli fanno miracoli ogni giorno – conclude la Segreteria Provinciale di NSC – ma non si può fare sicurezza con i tagli o con le promesse. Chiediamo al Governo un segnale forte di vicinanza: 300 nuovi militari per la cittá Metrololitana di Napoli non sono un privilegio, ma il minimo sindacale per garantire la legalità e la sopravvivenza sociale di questa provincia. Se lo Stato non presidia il territorio, lo farà la delinquenza».
La Segreteria Provinciale di Napoli, del Nuovo Sindacato Carabinieri