Il recente via libera definitivo al Decreto Sicurezza 2026 segna un momento di profonda trasformazione per le donne e gli uomini del Comparto Difesa e Sicurezza. Per troppo tempo il personale in divisa ha operato in un limbo di incertezza giuridica, esposto a rischi professionali e personali sproporzionati rispetto alla complessità del mandato istituzionale.Con l’approvazione di questo provvedimento, iniziamo finalmente a scorgere un cambio di paradigma. L’infografica allegata a questo comunicato sintetizza le novità che incideranno direttamente sulla nostra quotidianità operativa:
• Tutela procedurale (Art. 335 c.p.p.): L’introduzione dell’annotazione preliminare e la finestra di 120 giorni per gli accertamenti del PM rappresentano un “polmone di ossigeno” fondamentale. È la fine dell’iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi ha agito in adempimento del proprio dovere, proteggendo carriere e dignità.
• Sostegno legale: L’anticipo delle spese fino a 10.000 euro per fase processuale è una vittoria di civiltà, che impedisce a un operatore di trovarsi solo di fronte ai costi della propria difesa mentre tutela la collettività.
• Trasparenza e tecnologia: La dotazione universale delle Bodycam non è solo uno strumento di prova, ma uno scudo di verità contro le false accuse e le aggressioni.
• Rigore operativo: Le nuove norme sulla “Fuga Pericolosa” restituiscono autorevolezza all’uniforme, sanzionando severamente chi mette a rischio la vita dei colleghi durante i controlli.
NSC guarda a questo decreto come al “primo campo base” di una scalata molto più alta. Sebbene riconosciamo il valore delle misure introdotte, non possiamo considerare questo traguardo come il punto di arrivo.
La nostra battaglia prosegue senza sosta per il pieno riconoscimento del principio di immedesimazione organica: l’Amministrazione deve affiancare l’operatore in ogni fase, facendosi carico integralmente degli oneri processuali e delle tutele risarcitorie. Non accetteremo che la “blindatura” del decreto limiti la portata di emendamenti migliorativi che riteniamo vitali per la base.
Questo decreto è una bussola che indica la direzione corretta, ma il cammino è ancora lungo e nei prossimi giorni usciremo con giusti approfondimenti. NSC sarà, come sempre, il motore di questo percorso, vigilando affinché queste norme vengano applicate tempestivamente e battendosi affinché il prossimo passo sia quello definitivo verso la totale serenità professionale dei Carabinieri.
La sicurezza di chi difende è la sicurezza del Paese.
Michele Capece, Segretario Generale Vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri