Giustizia è fatta. Dopo quasi tre anni di attesa, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto ha messo la parola fine a una vicenda che appariva, sin dalle prime battute, viziata da un’azione di comando sommaria e priva di distinzioni individuali. I fatti risalgono all’agosto 2023, presso il CPR di Milano, quando l’allora Comandante della 1ª Brigata Mobile effettuò un accesso all’area esterna del centro formalizzando un rapporto generalizzato. Da quell’unico atto scattarono ben dieci procedimenti disciplinari: un’intera Squadra del Battaglione punita in blocco, senza alcun riguardo per le asserite singole condotte o le specifiche responsabilità.
Quel peccato originale di un’istruttoria approssimativa ha iniziato a sgretolarsi fin da subito: l’intervento di NSC, con il lavoro tecnico del Segretario Nazionale Irene Carpanese, portò infatti dapprima all’archiviazione sul nascere di sei procedimenti e, successivamente, all’annullamento in sede gerarchica di altri tre richiami. Tuttavia, per il Luogotenente Caposquadra, l’Amministrazione aveva scelto di proseguire con il procedimento di rigore. Grazie alla difesa sindacale, si era già ottenuta una prima vittoria parziale trasformando la sanzione di rigore in un solo giorno di consegna semplice. Ma NSC non si è arreso: il Professore Michele Dulvi Corcione, Responsabile dell’Ufficio Legale di NSC, ha impugnato il provvedimento al TAR Venezia per diverse fattispecie di illegittimità rientranti nell’eccesso di potere e nella violazione di legge. Con la sentenza odierna, la sanzione è stata annullata e la posizione del sottufficiale definitivamente “ripulita”, sancendo la vittoria totale per tutti i dieci componenti della squadra.
LE DICHIARAZIONI
Irene Carpanese, Segretario Nazionale NSC: “Vedere un’intera squadra colpita da un procedimento fotocopia sulla base di un rapporto sommario è stato l’impulso che ci ha spinto a non mollare. Ho curato personalmente la fase iniziale dell’istruttoria, le memorie difensive e i ricorsi gerarchici, lottando contro l’idea che si potesse punire ‘nel mucchio’. Questa sentenza dimostra che la competenza tecnica e la determinazione di NSC possono ribaltare decisioni che sembrano già scritte.”
Prof. Michele Dulvi Corcione, Responsabile Ufficio Legale NSC: “L’amministrazione non ha minimamente argomentato sulle motivazioni sottese al provvedimento ed anzi è rimasta silente sul ricorso gerarchico. Pertanto il TAR Venezia (che si dimostra ancora una volta attento presidio di legalità) ha annullato il provvedimento ed il relativo silenzio rigetto”.
UNA RIFLESSIONE NECESSARIA: IL COSTO DELLA DISCIPLINA
Questa vittoria impone una riflessione profonda sulla necessità di un cambio di sensibilità istituzionale. È tempo che maturi una visione che superi l’idea della sanzione come strumento fine a se stesso, talvolta percepito più come un indicatore di fermezza burocratica o un passaggio per obiettivi di altro tipo, piuttosto che come un atto di reale giustizia. Chiediamo razionalità e rispetto per chi lavora ogni giorno in strada. Analizzando questa vicenda, sorge spontanea una domanda: quanto è costata, in termini economici e di risorse umane, questa gestione disciplinare? Ore di lavoro istruttorio, redazione di atti, commissioni e impiego di personale amministrativo investiti per gestire dieci casi finiti nel nulla. La disciplina “ingiusta” non produce solo sofferenza morale nel militare, ma rappresenta un costo collettivo altissimo che l’Amministrazione ha il dovere di evitare attraverso un esercizio del potere più equilibrato e responsabile.
Irene Carpanese, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri