Come segretario generale della Regione Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri, sento il dovere di esprimere un riconoscimento forte, netto e senza ambiguità agli operatori della Sezione Radiomobile e della Sezione Operativa del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Corigliano-Rossano, protagonisti dell’ennesima operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti conclusasi con importanti arresti.
Parliamo di risultati investigativi e operativi di altissimo livello, ottenuti non grazie a condizioni ideali, ma nonostante carenze strutturali, organici insufficienti e mezzi spesso inadeguati.
La Sezione Radiomobile, in particolare, è chiamata quotidianamente a garantire il controllo di un territorio vastissimo, pari a circa 350 chilometri quadrati, un’estensione che in qualsiasi altra realtà imporrebbe un dispositivo ben più robusto e strutturato.
È francamente inaccettabile che Reparti chiamati a fronteggiare criminalità diffusa, traffico di droga e situazioni ad alto rischio operino in condizioni di costante emergenza, facendo affidamento quasi esclusivamente sul senso del dovere e sullo spirito di sacrificio dei singoli operatori.
Questo non è più sostenibile.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri è stanco di applaudirli solo dopo le operazioni: noi pretendiamo risposte politiche e istituzionali. Pretendiamo organici adeguati, mezzi idonei, tutele concrete.
E soprattutto, pretendiamo una riorganizzazione strutturale all’altezza della realtà criminale del territorio.
Per questo motivo, il Nuovo Sindacato Carabinieri rivendica con forza e senza ulteriori rinvii l’elevazione dell’attuale Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano a Gruppo Carabinieri.
Non si tratta di una bandierina sindacale, ma di una necessità operativa oggettiva, imposta dai numeri, dall’estensione territoriale e dalla pressione criminale.
Continuare a chiedere di ottenere risultati straordinari con strumenti ordinari – quando non insufficienti – significa scaricare responsabilità su chi già lavora al limite: questo non è rispetto per l’Istituzione, né per i carabinieri che ogni giorno scendono in strada.
Ai colleghi della Sezione Radiomobile e della Sezione Operativa va il nostro pieno sostegno sindacale.
Alle Istituzioni competenti va invece un messaggio chiaro: o si cambia passo, o si continua a fingere che il problema non esista.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri non intende più restare in silenzio.
Antonio Noè, segretario generale regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri