“No al TFS in un’unica soluzione perché potrebbe far scattare «scorciatoie mentali» del tipo «sono ricco, ora posso spendere».“
Questa è la tesi difensiva prospettata dagli avvocati dell’INPS a fronte all’ennesimo ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale circa la legittimità del ritardo del TFS per chi va in pensione.
“Riteniamo questa affermazione ridicola oltre che offensiva nei confronti dei lavoratori che vanno in pensione, che vengono paragonati, secondo il mio parere, – dichiara Massimiliano Zetti, Segretario Generale del Nuovo Sindacato Carabinieri – a dei bambini irresponsabili e ludopatici ai quali bisogna dare la paghetta rateizzata anziché liquidare l’importo dovuto e spettante, in una unica soluzione“.
Chiediamo al Governo Meloni di intervenire in maniera Radicale poiché la vicenda del pagamento in tranche del trattamento di fine servizio, dal ridicolo sta assumendo le sembianze del grottesco.
“Mi amareggia il fatto – conclude Zetti – che gli Avvocati difensori dell’INPS che sostengono questa astrusa tesi, vengono pagati con i soldi dei cittadini che pagano le tasse“.
Massimiliano Zetti, Segretario Generale del Nuovo Sindacato Carabinieri