In qualità di Segretario Generale Regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri, ritengo doveroso rappresentare pubblicamente quanto emerso nella giornata odierna, 18 febbraio 2026.
Mi sono recato presso il Comando Compagnia Carabinieri di San Marco Argentano (CS), dove ho avuto un lungo e costruttivo colloquio con il Comandante di Compagnia. Un incontro propositivo, franco e istituzionalmente rilevante, nel corso del quale sono state affrontate, senza infingimenti, le criticità operative che gravano quotidianamente sui reparti territoriali.
Le problematiche evidenziate ricalcano, purtroppo, un quadro ormai strutturale e non più episodico: territori complessi, elevata domanda di sicurezza e organici drammaticamente ridotti. Una condizione che non può più essere accettata né normalizzata. Nei giorni scorsi ho altresì avuto modo di confrontarmi con diversi Comandanti e personale di Stazione dipendenti dalla medesima Compagnia, i quali hanno unanimemente rappresentato una situazione di grave sofferenza operativa: carenza di personale, sovraccarico di servizi e, fatto ancor più critico, l’impiego sistematico in attività fuori giurisdizione. Una dinamica che finisce per indebolire proprio quel presidio capillare di legalità che le Stazioni Carabinieri incarnano nei territori.
È necessario dirlo con chiarezza: non si può pretendere sicurezza diffusa svuotando progressivamente i presìdi territoriali. Distogliere le Stazioni dal loro naturale ambito di competenza significa impoverire il controllo del territorio, ridurre la prossimità ai cittadini e aumentare il senso di insicurezza delle comunità locali. Nel corso dell’incontro odierno, il sottoscritto ha formalmente suggerito il ricorso a strumenti operativi già esistenti e pienamente legittimi. In particolare, è stata evidenziata la necessità di attivare reparti specializzati quali le Squadre di Intervento Operativo (S.I.O.), unità ad alta qualificazione addestrativa e operativa, nate proprio per supportare l’Arma territoriale nei contesti ad elevata complessità. Le S.I.O. rappresentano una risorsa strategica fondamentale: personale altamente addestrato, capacità di intervento rapido, elevata flessibilità operativa e possibilità di impiego in servizi di controllo straordinario del territorio, pattugliamenti ad alto impatto, prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi più aggressivi. Il loro utilizzo consente di rafforzare l’azione preventiva senza depauperare ulteriormente gli organici delle Stazioni. La S.I.O reparto di pronto impiego concepito per garantire rinforzi tempestivi nelle aree a maggiore criticità. La S.I.O costituisce uno strumento operativo concreto, attivabile attraverso specifica richiesta, capace di assicurare supporto territoriale, controlli straordinari e servizi ad alto impatto visivo, senza gravare sulle già esigue risorse locali. La logica deve essere inequivocabile: utilizzare le strutture mobili e specializzate per sostenere il territorio, non sacrificare il territorio per compensare le carenze di sistema.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri continuerà a denunciare con fermezza ogni condizione che comprometta l’efficienza operativa e la dignità professionale dei Carabinieri. Non si tratta di rivendicazioni corporative, ma di tutela concreta della sicurezza pubblica e della funzionalità dell’Istituzione. Le criticità esistono, sono note e non più rinviabili. Servono interventi strutturali sugli organici, una pianificazione coerente degli impieghi e un utilizzo intelligente delle risorse specializzate. La sicurezza dei cittadini e la sostenibilità del servizio non possono essere affidate alla sola abnegazione del personale.
Antonio Noè, Segretario Generale Regionale Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri