Analisi tecnica e politica tra l’illusione del nuovo registro e il peso di una difesa che resta sulle spalle (e sui conti) dei Carabinieri.
DI MICHELE CAPECE
ROMA – C’è un’immagine che descrive perfettamente l’attuale momento storico per le Forze dell’Ordine: è quella di un navigatore che finalmente segnala una nuova strada per evitare un ostacolo, ma si dimentica di dirci che il ponte su quella strada è ancora da costruire.
Il nuovo Decreto Sicurezza del 4 febbraio 2026 ha introdotto novità attese da decenni e come Nuovo Sindacato Carabinieri accogliamo con favore l’abbattimento del tabù dell’atto dovuto. Però, da “cani da guardia” dei diritti dei Carabinieri, abbiamo il dovere di guardare sotto il cofano. La domanda è semplice: il Carabiniere che oggi estrae l’arma in servizio è davvero più tutelato di ieri?
Nel passato, se usavi l’arma per difenderti, il magistrato ti iscriveva al Modello 21. Eri un “indagato”, punto. Oggi nasce l’Annotazione Preliminare (Art. 13). È una sorta di sala d’attesa: il PM ti osserva, ma tecnicamente non sei ancora indagato.
Viene introdotta l’Annotazione Preliminare ovvero se il PM ravvisa una causa di giustificazione (uso legittimo delle armi), non scrive più il tuo nome nel registro degli indagati, ma in un’area di “osservazione”.
È come se fossimo passati dal finire subito in “cella di isolamento” al restare in “sala d’attesa”. È un passo avanti psicologico e d’immagine, però quella sala d’attesa non ha una porta blindata e, se il PM ha un dubbio, il passaggio al Modello 21 è un attimo è nella discrezionalità del magistrato che resta il vero arbitro della nostra vita.
Si parla molto dei 10.000 euro stanziati per ogni grado di giudizio. Molti hanno gridato alla vittoria, ma i conti non tornano.
- Il Decreto prevede un rimborso (perché le valutazioni sono molteplici e non automatiche e non permettono una rapida corresponsione). Questo significa che lo Stato ti restituisce i soldi (forse) alla fine della fiera. Ma un processo per omicidio o lesioni non aspetta. L’avvocato e il perito balistico vanno pagati al “minuto uno”. “Vai in guerra?…comprati il giubbotto antiproiettile con i tuoi risparmi e, se torni vivo e senza ferite, forse tra dieci anni ti rendo lo scontrino”.
Un altro punto oscuro riguarda gli effetti amministrativi. Un Carabiniere sotto indagine (anche se solo “annotato”) è un Carabiniere con la carriera in ostaggio.
Il decreto dice di tutelare le Forze di Polizia ma dimentica gli effetti amministrativi. Questo significa che, mentre aspetti che il PM decida se la tua legittima difesa era “legittima”, trasferimenti, promozioni o concorsi restano nel limbo della discrezionalità.
Cambia il nome del registro, ma il “blocco” burocratico della nostra vita professionale resta lo stesso.
Ribadendo comunque il positivo riscontro ad un primo segnale favorevole per la nostra categoria, avanziamo una tabella comparativa sintetica su ciò che, come NSC riteniamo necessario attuare in successione per raggiungere una vera tutela:
| FASE DELLA TUTELA | PRIMA DEL DECRETO | OGGI (DECRETO 2026) | (PROPOSTA NSC) |
| ISCRIZIONE PENALE | Modello 21 (Indagato) | Annotazione Preliminare | Iscrizione solo per “gravi indizi” |
| COSTI DIFENSIVI | A carico del militare | Rimborso postumo (limite 10k ogni grado di giudizio e fino alla disponibilità di risorse) | Anticipo immediato totale |
| PERITI E CONSULENTI | Pagati dal collega | Inclusi nel tetto dei 10k | Copertura integrale di Stato |
| CARRIERA | Blocchi e sanzioni | Incerto (nessuna tutela) | Neutralità garantita |
| ASSICURAZIONE | Personale/Sindacale | Assente | Polizza Obbligatoria di Stato |
A ragione di concretezza e sulla scorta delle precedenti esperienze di vita vissuta, che mai hanno riscontrato positivi segni evidenti a seguire dei vari proclami di vicinanza alle forze dell’ordine, non possiamo assolutamente dire di essere pienamente soddisfatti. Il Governo ha dipinto una nuova segnaletica, ma la strada rimane dissestata. Il fatto che la carriera soffra la discrezionalità e che, per attivare le tutele serva ancora il “visto” del Comandante o dell’Avvocatura dello Stato allora il diritto resta ancora una concessione, non una certezza.
Non vogliamo privilegi, lasciamo esultare chi crede di aver vinto il premio, noi di NSC accogliamo sicuramente con favore questo spartiacque necessario ma, continuiamo a lavorare affinché tutti i Carabinieri possono svolgere il nostro lavoro senza che la difesa della legalità diventi il fallimento economico e professionale delle loro famiglie.
Michele Capece Segretario Generale Vicario NSC