Torniamo a contare i feriti. Ancora una volta. La violenza inaudita e sistematica contro le Forze dell’Ordine si è abbattuta su quattro colleghi in Brianza, aggrediti da un cittadino straniero già noto alle cronache per aver colpito altri Carabinieri solo due mesi fa. È la cronaca di un disastro annunciato, la prova plastica di un sistema che non punisce, non previene e, soprattutto, non tutela.
Ma se l’aggressione fisica fa male, quella istituzionale ferisce ancora più in profondità. Ornai, in strada passa un messaggio devastante: l’Autorità non è più inviolabile.
Si sta creando un pericoloso cortocircuito culturale che autorizza, di fatto, il cittadino a considerare l’aggressione alla divisa come una reazione ammissibile, quasi una “dialettica” accettata.
Ed è qui che chiamiamo in causa la Politica, con un atto d’accusa preciso e senza appello.
La Politica deve smettere di usare le Forze dell’Ordine come la valvola di sfogo dell’intolleranza e della frustrazione sociale. Non siamo il “sacco da boxe” su cui scaricare il malessere di una società che la politica stessa non riesce più a gestire o ascoltare. È troppo comodo mandare le divise in prima linea a tamponare le emergenze sociali, per poi lasciarle sole quando scatta la denuncia o l’aggressione. È troppo facile twittare solidarietà la sera, e dimenticarsi di votare norme per tutele reali la mattina dopo in Parlamento.
Come Nuovo Sindacato Carabinieri pretendiamo un’inversione di rotta immediata:
- Stop all’impunità: Chi aggredisce un Carabiniere aggredisce lo Stato.
- Responsabilità politica: La classe dirigente deve smettere di nascondersi. Se lo Stato perde Autorità, la colpa non è di chi sta in strada, ma di chi, dai Palazzi, non ci fornisce le “garanzie funzionali” necessarie per operare.
- Rispetto della funzione: Bisogna impedire che la cittadinanza si senta legittimata a sfogare la propria rabbia su di noi. La nostra incolumità non è merce di scambio elettorale né terreno di strumentalizzazioni ideologiche.
La nostra divisa rappresenta lo Stato. Se permettete che venga calpestata per indifferenza istituzionale, state dichiarando la resa delle Istituzioni stesse. Noi continueremo a fare il nostro dovere, ma non accetteremo più di essere gli unici a pagare il prezzo di questa deriva. Prendiamo atto della recente decisione della Consulta che ha dichiarato costituzionalmente illegittima “l‘esclusione dell’esimente per i delitti di violenza, minaccia e resistenza nei confronti di Ufficiali e Agenti di Pubblica Sicurezza o Polizia Giudiziaria“. Tuttavia, ci auguriamo che non passi il messaggio che i lavoratori in divisa siano liberamente aggredibili.
La Segreteria Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri