“Tacere o non fare carriera”: l’Ufficiale chiede trasparenza e l’Arma gli abbassa le note. Lo scandalo denunciato da NSC
Il Nuovo Sindacato Carabinieri denuncia un episodio gravissimo che colpisce un ufficiale, nostro associato, penalizzato nella valutazione caratteristica per aver esercitato il proprio diritto di difesa.
L’ufficiale è stato penalizzato, a giudizio dell’attuale Vice Comandante Generale dell’Arma e dell’attuale Comandante Generale dell’Arma, per aver avviato delle iniziative procedimentali che lo stesso Comandante Generale ha riconosciuto come legittime e di alto valore culturale, ma che sono state considerate elementi di disturbo verso la Direzione Generale per il Personale Militare e verso l’Arma dei Carabinieri. Le iniziative dell’ufficiale consistevano unicamente in richieste di chiarimenti su procedimenti avviati dalla stessa Amministrazione, pienamente legittime e finalizzate a comprendere, in un’ottica di trasparenza la ragione di alcune procedure palesemente illegittime.
Si tratta di un fatto senza precedenti e inaccettabile: un ufficiale viene penalizzato non per carenze professionali, ma per aver chiesto chiarezza su atti e procedimenti della propria amministrazione. Questa prassi introduce un principio regressivo, secondo il quale il militare dovrebbe rimanere passivamente acquiescente anche di fronte a provvedimenti discutibili o illegittimi, con conseguenze dirette sulla valutazione e sulle legittime aspirazioni di carriera.
Tale comportamento produce evidenti effetti distorsivi, alterando il corretto funzionamento del sistema valutativo e incidendo sull’equità dei meccanismi di avanzamento. Trasparenza e legalità diventano così potenziali elementi di penalizzazione, compromettendo non solo la dignità del singolo, ma l’intero impianto meritocratico dell’Istituzione.
Il paradosso è ulteriormente aggravato dal fatto che la stessa Direzione Generale per il Personale Militare, verso la quale erano state rivolte le richieste di chiarimento, è oggi chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ufficiale contro la penalizzazione subita, sollevando evidenti criticità sotto il profilo della terzietà e dell’imparzialità.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri dichiara che difenderà senza esitazione tutti i militari che dovessero trovarsi in situazioni analoghe, contrastando ogni comportamento arbitrario o lesivo della dignità e delle legittime aspettative di carriera.
Si invita il Ministro della Difesa ad acquisire tutti gli atti relativi alla vicenda e a farli valutare dai propri esperti e dall’Ufficio Legislativo, affinché la questione venga chiarita secondo i principi di equità, giustizia e trasparenza.
Non è solo in discussione la posizione di un singolo ufficiale: è in discussione la credibilità dell’intera Istituzione, del sistema valutativo e l’effettiva tutela dei principi costituzionali che devono reggere ogni articolazione dello Stato.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri continuerà ad agire con determinazione affinché legalità, trasparenza e dignità restino il fondamento dell’Istituzione e non possano mai essere considerate un elemento di disturbo.
Nuovo Sindacato Carabinieri
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