Aggressione a Rovigo. Carpanese (NSC): se la sede operativa non protegge più il Carabiniere, lo Stato ha il dovere di intervenire
ROVIGO – L’episodio avvenuto nella notte del 26 aprile presso il Comando Provinciale di Rovigo non è solo un fatto di cronaca violenta, ma il sintomo di un collasso sistemico delle tutele verso chi indossa l’uniforme. Un uomo di 23 anni ha violato un’area riservata, aggredendo e ferendo quattro Carabinieri, per poi essere rimesso in libertà con il solo divieto di dimora.
In merito a quanto accaduto, interviene Irene Carpanese, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC):
«Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Se fino a ieri era purtroppo prevedibile affrontare rischi e aggressioni durante il servizio in strada, oggi dobbiamo prendere atto che i presidi fisici dello Stato non garantiscono più gli standard minimi di protezione. È inaccettabile che il personale debba temere per la propria integrità fisica persino all’interno delle proprie sedi operative, che dovrebbero rappresentare per definizione il massimo livello di sicurezza e che invece si scoprono vulnerabili e violate.
Nel caso specifico di Rovigo, va dato atto che l’efficienza dei sistemi di videosorveglianza ha permesso di rilevare immediatamente l’intrusione, consentendo una reazione tempestiva che ha limitato i danni a ferite lievi per quattro colleghi. Tuttavia, non possiamo fermarci a questo dato isolato: l’esito avrebbe potuto essere tragico. Il pensiero corre inevitabilmente alla necessità sempre attuale di porre la massima attenzione non solo alle tutele giuridiche del “singolo” ma anche agli strumenti di sicurezza infrastrutturale per la tutela del presidio statale. Le caserme non possono rischiare di essere sotto attacco e con esse nemmeno la dignità dei militari che le presidiano.
La proposta di NSC:
Non ci limitiamo a denunciare: il Nuovo Sindacato Carabinieri ha l’abitudine professionale di redigere report tecnici e piattaforme di proposta. E già in occasioni passate è stato affrontato anche questo tipo di criticità inerenti le nostre infrastrutture e i protocolli di sicurezza.
Siamo noi il punto fondamentale di ricezione delle problematiche che affliggono i colleghi ogni giorno. Ci aspettiamo che l’Amministrazione e le Istituzioni accolgano finalmente un confronto serio e costante con i sindacati. Ignorare le nostre proposte significa ignorare la realtà della strada e delle caserme.»
Irene Carpanese, Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri
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