Ucraina: media, Usa preparano invio missili a lungo raggio

Per la prima volta. Altro pacchetto di aiuti da oltre 2 mld

Borsa: Shanghai apre a +0,20%, Shenzhen a +0,21%

I mercati cinesi aprono la seduta in territorio positivo

Borsa: Hong Kong positiva, apre a +0,36%

L'indice Hang Seng sale a 21.920,80 punti

Assassinio ex presidente Haiti, 4 incriminazioni in Usa

Tre haitiani-americani e un cittadino colombiano

Borsa: a Tokyo apertura in rialzo (+0,63%)

Segue accelerazione Wall Street, si attenuano timori inflazione

Coppa Italia: 1-0 all'Atalanta, Inter in semifinale

Decisivo il gol di Darmian nella ripresa

Usa: sparatoria sul set, Baldwin incriminato formalmente

Per omicidio involontario, insieme all'armiere Gutierrez-Reed

Spagna: coppia trovata morta, lui italiano lei svizzera

Secondo i media potrebbe trattarsi di un femminicidio-suicidio

Calcio: chiuso mercato, giornata frenetica a Milano senza colpi

Ultimo giallo prestito alla Salernitana di Verdi

Parigi, guerra di cifre sul corteo, fra 500.000 e 55.000

87.000 la cifra della polizia, 55.000 osservatorio indipendente

Questa Segreteria ha raccolto diverse segnalazioni, per lo più provenienti dai militari della linea territoriale, relative ai continui – e non più accettabili – malfunzionamenti delle telecamere a circuito chiuso installate sia negli ambienti che ospitano le camere di sicurezza per le persone tratte in arresto sia nelle aree – non sempre idonee per le loro caratteristiche strutturali – adibite a zona di “trattazione delle persone fermate”. Ciò che desta maggior preoccupazione accompagnata da sgomento è, però, la totale assenza di questi dispositivi in alcune caserme della Capitale.Riteniamo che sia quantomeno anacronistica una situazione del genere. Nel 2022, un’epoca in cui la tecnologia risulta essere parte integrante di tutte le attività del complesso mondo degli operatori di polizia, è inconcepibile ed imperdonabile che in alcune Caserme non vi sia nemmeno l’ombra di questi impianti. “Ricordiamo che nel recente passato queste apparecchiature di videoripresa degli spazi della caserma hanno assunto una valenza probatoria in relazione a reati simulati – evidentemente da delinquenti – contro gli operatori di polizia. Cosa sarebbe successo e a quali conseguenze sarebbero andati incontro i colleghi “additati” ingiustamente dai malfattori?…”Lo dichiara Annagiulia Leone Segretario di Sezione del Nucleo Radiomobile di Roma del Nuovo Sindacato Carabinieri.Leone prosegue: “L’individuazione di spazi idonei alla “trattazione dei fermati” congiuntamente all’adozione di telecamere in quelle aree, tutelerebbero non solo i militari operanti ma anche i soggetti condotti in caserma che, talvolta, pongono in essere atti di autolesionismo”.La necessità di una puntuale ed efficace attività di documentazione video fotografica, in fasi operative delicate costituisce riscontro oggettivo e risponde a specifiche esigenze probatorie, per questo riteniamo non sia più rimandabile dotare i colleghi delle oramai famose bodycam.Riteniamo che non vi sia più tempo da perdere in sperimentazioni, prove, test, analisi di feedback etc….: è cogente la necessità di disporre di supporti documentali video a tutela del personale tutto. Non è più derogabile un interessamento da parte dei Dirigenti preposti per sanare queste criticità. I Carabinieri, vogliono continuare ad operare con la solita dedizione e spirito di abnegazione che li ha sempre contraddistinti, in un clima di una maggior serenità e tutela che, se non fornita dal proprio Superiore, almeno … ci sarà l’occhio del grande fratello a tendergli una mano!

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